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Bolzano. Due passaporti, non si placano le polemiche, “sono spaventato”, scrive Giuseppe Marino

9 Settembre 2018

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Bolzano. Due passaporti, non si placano le polemiche, “sono spaventato”, scrive Giuseppe Marino

Altolà del Governo, mentre a livello locale si susseguono le prese di posizione. Nettamente contrario il ministro grillino per i rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro : “iniziativa ostile, inaccettabile” il progetto del doppio passaporto. Aperto al dialogo invece Lorenzo Fontana, ministro leghista alla famiglia, per il quale però “quella del doppio passaporto non è la priorità”. Massimo Bessone, commissario della Lega Alto Adige, è decisamente contrario “e ancor di più al fatto che da questo vengano esclusi gli italiani, creando cittadini di serie A e B”. Contrario per lo stesso motivo il Pd di Christian Tommasini. Michaela Biancofiore plaude allo stop del governo e invita i partiti a votare una mozione alla Camera.
Giuseppe Marino, candidato alle Provinciali nella lista “Noi per l’Alto Adige “prende posizione con una lunga nota. “Soffiano i venti secessionisti, la destra tedesca o meglio la Südtiroler Freiheit vola nei sondaggi”- annota– e come un elefante che entra in una cristalleria il governatore austriaco portatore di questa proposta irrompe sulla scena politica altoatesina. L’Austria attualmente non si sta comportando come potenza amica, ma sta mantenendo un atteggiamento arrogante e prepotente nei confronti degli italiani e dello stato italiano.
La critica di Marino riguarda sia il metodo che il contenuto. Dopo tanti lustri di lavoro di ognuno di noi, ladino, italiano e tedesco, che ha lavorato per rendere l’Alto Adige un modello di convivenza, sacrificandosi e ponendosi come obiettivo il bene di questa terra, ora arriva la questione del passaporto che si basa su un criterio profondamente discriminatorio, perché solo chi è sudtirolese di lingua tedesca e ladina avrebbe la possibilità di ottenerlo. “Perché un altoatesino di lingua e cultura italiana, la cui famiglia è qui da 3-4 generazioni- si chiede Marino – magari da prima dell’annessione, perché non dovrebbe vedersi riconoscersi il diritto al passaporto austriaco? Esistono altoatesini di serie A, B e C? Si tratta semplicemente di un principio storico o ci si avvale di elementi linguistici, culturali e “genetici”(si salvi chi può) per determinare chi ne avrebbe diritto e chi no? Perché quella moltitudine di famiglie trentine emigrate in questa terra nell’800, che hanno mantenuto lingua e cultura e che magari hanno combattuto con la divisa imperiale non ne dovrebbero aver diritto? Perché questo diritto non viene allargato a tutti i Tirolesi, Trentini e dell’Ampezzani compresi?
Conclude il suo intervento considerando che in un’Europa senza confini, ciò che veramente conta è essere europei. “Sono profondamente spaventato – conclude Marino –  dal fatto che con questa operazione potrebbero riaprirsi vecchie ferite e vanificare tanti passi avanti fatti nella direzione del bene comune. Purtroppo ciò che vedo è un Alto Adige in cui le estreme destre, ed in principal modo quelle afferenti al mondo di lingua tedesca, stanno prendendo piede ovunque, crescendo esponenzialmente. La questione del doppio passaporto non fa altro che rinforzarle, in un’ottica di divisione, ben lontana dalla visione di un Alto Adige dove il progresso e la convivenza siano protagonisti e non antagonisti.”

In foto, Giuseppe Sepp Marino

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