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Le Camere dell’economia dell’Euregio sostengono la ricerca e l’innovazione con il Premio giovani ricercatori e il Premio giovani innovatori

10 Agosto 2018

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Le Camere dell’economia dell’Euregio sostengono la ricerca e l’innovazione con il Premio giovani ricercatori e il Premio giovani innovatori

“Pericoli naturali e sfide climatiche” è il tema della settima edizione del Premio giovani ricercatori dell’Euregio, che sarà consegnato la settimana prossima durante le Giornate del Tirolo ad Alpbach. Nella stessa occasione per la prima volta sarà conferito a imprenditori, inventori e sviluppatori il Premio giovani innovatori per prodotti, tecnologie e servizi innovativi. Entrambi i premi sono patrocinati dalle Camere dell’economia dell’Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino.

Dal 15 al 31 agosto si svolgerà il Forum Europeo Alpbach nell’omonima valle del Tirolo. Punto focale della manifestazione sono, come da tradizione, le Giornate del Tirolo, in programma dal 17 al 19 agosto. In tale cornice verrà consegnato il Premio giovani ricercatori e, per la prima volta, anche il Premio giovani innovatori.
La settimana prossima, i sei finalisti di ogni premio presenteranno i loro lavori ad Alpbach e si confronteranno faccia a faccia con noti scienziati e responsabili politici.
I finalisti dell’edizione di quest’anno del Premio giovani ricercatori sono: Hannes Schuler del Centro di sperimentazione Laimburg, Lorenzo Tonina dell’Università di Padova, Jessica Balest di Eurac Research a Bolzano, Thomas Niederkofler della Libera Università di Bolzano, Adrian Lindermuth e Karolina Sakowska, entrambi dell’Università di Innsbruck.

I finalisti della prima edizione del Premio giovani innovatori sono: Nadia Zorzi (M.I.C. Maccaferri Innovation Center Srl, Bolzano, Andreas Juen (General Solutions Steiner Gmbh, Landeck – Tirolo, Thomas Falkner (TRANSPORTER – Creating Your Web, Innsbruck, Norbert Lanzanasto (inventore indipendente), Chiara Morstabilini (M.I.C. Maccaferri Innovation Center Srl, Bolzano) e Moritz Moroder (FlyingBasket, Ortisei – Alto Adige).
Due giurie di alto livello, dirette da Ulrike Tappeiner, Presidente della Libera Università di Bolzano (per il Premio giovani ricercatori), e Karlheinz Töchterle, già Ministro federale austriaco per le scienze e la ricerca e Rettore dell’Università di Innsbruck (per il Premio giovani innovatori), sceglieranno i vincitori. Essi saranno premiati domenica, 19 agosto dal Presidente della Camera di commercio Michl Ebner in rappresentanza delle tre camere. Per entrambi i premi, il miglior lavoro sarà ricompensato con la somma di 2.000 euro, il secondo con 1.000 euro e il terzo con 500 euro.
“La Camera dell’economia del Tirolo, la Camera di commercio di Bolzano e la Camera di commercio di Trento patrocinano con grande convinzione dal 2012 il Premio giovani imprenditori. Ora vogliamo lanciare un ulteriore segnale e sostenere l’innovazione nell’Euregio con il Premio giovani innovatori, perché la ricerca e l’innovazione garantiscono assieme una crescita sostenibile e uno sviluppo di successo per l’economia e la società della regione europea”, dichiara il Presidente della Camera di commercio, Michl Ebner.

Premio giovani innovatori dell‘Euregio 2018: i finalisti

Categoria 1. Pericoli naturali e biodiversità

Nadia Zorzi (M.I.C. Maccaferri Innovation Center Srl, Bolzano) presenta il progetto WEQUAL, una piattaforma web a libero accesso per il supporto alla progettazione e alla valutazione di infrastrutture verdi in ambito fluviale in Alto Adige. La piattaforma permette di calcolare in modo semi-automatico indicatori sulla qualità ambientale di un determinato tratto fluviale (morfologia, flora e fauna, uso del suolo, ecc.) e di confrontare l’impatto ambientale di cinquanta diverse alternative progettuali, consentendo a tecnici, progettisti e amministratori di pianificare interventi sui corsi d’acqua in maniera ecologica e sostenibile.

Andreas Juen (General Solutions Steiner Gmbh, Landeck – Tirolo) presenta il progetto GlobalBee, un sistema elettronico di monitoraggio e supporto per apicoltori. Il prototipo offre la possibilità di monitorare a distanza variazioni nelle condizioni delle api di un alveare (numero, peso totale, temperatura, umidità, dati metereologici) e di salvarle su una banca dati elettronica. Un servizio online consente inoltre di visualizzare i dati in forma grafica e di ottenere indicazioni e notifiche sul comportamento dello sciame e sul momento ottimale per la raccolta del miele.

Categoria 2. Pericoli naturali, governance e comunicazione

Thomas Falkner (TRANSPORTER – Creating Your Web, Innsbruck) presenta il progetto avalanche.report, una piattaforma interattiva di informazione sul pericolo valanghe sul territorio dell’Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino. La piattaforma consente ai servizi valanghe delle tre province la redazione di un bollettino valanghe transfrontaliero comune in tre lingue (inglese, tedesco e italiano) e offre un servizio di informazione accurato, esauriente, aggiornato e di facile utilizzo a chi fa sport o vive in montagna.

Norbert Lanzanasto (inventore indipendente) presenta il progetto SnowObserver, una app destinata a supportare il lavoro dei previsori valanghe nell’analisi dei profili stratigrafici del manto nevoso. Facilitando la creazione, l’inserimento, il trasferimento su una banca dati centrale e la consultazione dei dati sul manto nevoso, la app contribuisce a migliorare il numero e l’accuratezza delle rilevazioni stratigrafiche, con immediati benefici per la qualità dei bollettini valanghe.

Categoria 3. Pericoli naturali e misure/opere di protezione

Chiara Morstabilini (M.I.C. Maccaferri Innovation Center Srl, Bolzano) presenta il progetto Mini Skirt Check Dam, un manufatto innovativo volto a contrastare gli effetti dannosi delle colate di detriti. Simile a una briglia aperta ma contenente al centro una rete che permette di trattenere i sedimenti più ingombranti, il prodotto ha una capacità di laminazione maggiore, una facilità di installazione più alta e un impatto ambientale minore delle tradizionali briglie in calcestruzzo.

Moritz Moroder (FlyingBasket, Ortisei – Alto Adige) presenta il progetto FlyingBasket, un multicottero elettrico telecomandato per la protezione civile in territorio alpino. Più piccolo (160 kg) e maneggevole dei tradizionali elicotteri utilizzati nel settore, il prodotto può supportare azioni di protezione civile e di soccorso alpino, realizzare ponti aerei per l’approvvigionamento di aree isolate e svolgere missioni di ricognizione geologiche. Ulteriori vantaggi sono una minore produzione di CO2 e di altri gas e un minore inquinamento acustico.

Premio giovani ricercatori dell‘Euregio 2018: i finalisti

Categoria 1. Pericoli naturali e biodiversità

Il progetto di Hannes Schuler (Centro di Sperimentazione Laimburg, Alto Adige) verte sullo studio dei processi invasivi delle mosche della frutta. Due di questi insetti, la Rhagoletis cingulata e la Rhagoletis completa, si sono recentemente insediati in Europa. Il progetto mira a individuare le ricadute del loro arrivo sugli ecosistemi locali, in particolare sulle mosche della frutta, sui parassitoidi e sul microbioma nativi. L’identificazione dei fattori determinanti per il successo di queste specie invasive fornirà un utile punto di partenza per ulteriori ricerche in materia di prevenzione e contrasto.

Il progetto di Lorenzo Tonina (Università di Padova) verte sullo studio del processo invasivo del moscerino dei piccoli frutti Drosophila suzukii. Questo insetto, diffusosi a partire dal 2009 in Trentino e su tutto l’arco alpino, è in grado di deporre le sue uova all’interno di frutti freschi e di attaccare una vasta gamma di colture, con gravi danni per l’agricoltura e la biodiversità. Il progetto ha analizzato la biologia e l’ecologia della Drosophila suzukii al fine di fornire soluzioni concrete per combatterla. Tra i principali risultati vanno citati l’identificazione di uno strumento di monitoraggio, indicazioni per incrementare l’efficacia degli insetticidi e la sperimentazione di una strategia di contrasto biologica basata su un parassitoide nativo.

Categoria 2. Pericoli naturali, governance e comunicazione

Il progetto di Jessica Balest (Eurac Research, Bolzano) verte sullo sviluppo di uno strumento di supporto alle decisioni (Decision Support Tool – DST) per la pianificazione energetica regionale e locale. Lo strumento permette di definire territori con risorse e caratteristiche in comune e di visualizzarli tramite mappe interattive, facilitando così i processi di collaborazione tra comuni e cittadini in materia di pianificazione energetica. Lo strumento sarà inizialmente elaborato per il territorio dell’Alto Adige e in seguito esteso a tutto il territorio dell’Euregio.

Il progetto di Thomas Niederkofler (Libera Università di Bolzano) verte sullo studio della relazione tra l’orario di pubblicazione dei bollettini valanghe (mattina/pomeriggio) e il numero degli incidenti da valanghe effettivamente verificatisi (valanga con almeno una persona travolta). Attraverso l’analisi degli episodi valanghivi in Trentino e in Alto Adige tra il 1985 e il 2017, il progetto mira a verificare se l’orario di pubblicazione dei bollettini eserciti un’influenza sul numero degli incidenti, con l’obiettivo di migliorare i servizi di previsione del pericolo valanghe e di ridurre incidenti, morti e feriti.

Categoria 3. Pericoli naturali e misure/opere di protezione

Il progetto di Adrian Lindermuth (Università di Innsbruck) verte sullo studio della capacità di ritenzione del bacino del fiume Inn in Tirolo. La prevenzione del rischio alluvionale lungo l’Inn è basata, a causa del poco spazio disponibile, su opere lineari (argini e dighe), che però aumentano il rischio a valle. Per compensare tale impatto, grandi bacini di ritenzione sono in corso di progettazione. Il progetto mira a valutare la capacità di ritenzione del bacino “Voldöpp” a Kramsach (Tirolo) attraverso l’analisi di simulazioni effettuate sia su un modello fisico in scala 1:35 che su un modello computerizzato. I risultati preliminari confermano l’efficacia delle strutture di entrata dell’opera ma indicano la necessità di ulteriori test sugli effetti dell’impatto di grandi quantità di sedimenti e di legname.

Il progetto di Karolina Sakowska (Università di Innsbruck) verte sull’uso di piante “bianche” al fine di mitigare il cambiamento climatico. L’intensificazione su vasta scala dell’uso di colture di colore chiaro potrebbe contribuire a incrementare l’albedo della superficie terrestre, mitigando l’effetto serra. Il progetto ha valutato gli effetti dell’uso della pianta di soia mutante MinnGold, caratterizzata da una ridotta quantità di clorofilla. Attraverso un’analisi multi-metodo e multi-scala, lo studio ha stabilito che la maggiore riflettività della pianta porta a una significativa riduzione del suo forzante radiativo, a parità di rendimento e con un minore consumo d’acqua.

In foto: Michl Ebner/Presidente della Camera di commercio di Bolzano.  

 

 

 

 

 

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