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Il Latte Alto Adige, un mondo tutto da scoprire

25 Agosto 2018

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Il Latte Alto Adige, un mondo tutto da scoprire

Gusto e divertimento alla 7a Festa del Latte Alto Adige.

Yogurt, mozzarella, formaggio, burro e latte fresco: l’oro bianco in tutte le sue varianti è l’indiscusso protagonista della 7a Festa del Latte Alto Adige che è stata inaugurata proprio oggi a Malga Fane a Valles (Rio di Pusteria). E questa bella occasione di assaporare e gustare il prelibato latte Alto Adige e i suoi derivati durerà fino a domani.
In modo divertente e coinvolgente, ai visitatori della Festa del Latte Alto Adige viene insegnato che questo alimento base non solo è gustoso ma è anche un elemento fondamentale di un’alimentazione sana. Protagoniste di questi due giorni di festa alla Malga Fane sono anche le aziende agricole che si dedicano con impegno e passione alla produzione e alla lavorazione del latte. Quasi 5.000 produttori infatti lavorano ogni giorno per fornire questa preziosa materia prima. Il settore lattiero-caseario, che conta poco meno di 1.000 addetti, genera all’interno delle cooperative un fatturato annuo di 490 milioni di euro.
“Il latte è la principale fonte di reddito dell’agricoltura di montagna. L’acquisto, da parte del consumatore, di un prodotto lattiero-caseario dell’Alto Adige è per gli agricoltori il miglior riconoscimento del loro lavoro”, ha sottolineato Joachim Reinalter, presidente della Federazione Latterie Alto Adige. “Dobbiamo essere grati alle contadine e ai contadini dell’Alto Adige non soltanto per il delizioso latte di alta qualità che beviamo ogni giorno ma anche per il contributo che forniscono alla preservazione della varietà del paesaggio alpino”, ha precisato Reinalter all’inaugurazione della Festa del Latte.
L’agricoltura di montagna ha un’importanza strategica per l’Alto Adige e di questo ne è sicura anche Maria Hochgruber Kuenser, membro del Consiglio provinciale: “I circa 5.000 produttori plasmano il territorio e lavorano in condizioni spesso difficoltose. Il loro impegno merita il giusto riconoscimento da parte dell’intera società, anche da parte del mondo politico”, ha affermato l’assessore.
Hansi Pichler, presidente di IDM Alto Adige, ha ricordato il ruolo determinante dell’agricoltura di montagna per il successo del turismo altoatesino. “La qualità dei latticini locali valorizza anche la ristorazione, con effetti positivi sull’intera destinazione turistica”, ha aggiunto Pichler.
Herbert Von Leon, presidente della Federazione Cooperative Raiffeisen dell’Alto Adige, ha connesso questo evento ai festeggiamenti per il bicentenario della nascita di Friedrich Wilhelm Raiffeisen che si stanno svolgendo all’insegna del motto “Un’unione di successo”. Von Leon non ha dubbi: “Un motto che si addice in modo particolare alle aziende a conduzione familiare dell’Alto Adige e ai masi produttori di latte, organizzati al 100 per cento in forma cooperativa.”
La festa prosegue anche domenica con un ampio programma per tutta la famiglia. La scoperta dei prodotti lattiero-caseari dell’Alto Adige inizia con un’escursione lungo il “sentiero del latte”, dal parcheggio di Valles fino a Malga Fane. Lungo il percorso, alcune stazioni interattive permettono di conoscere più da vicino il settore lattiero-caseario altoatesino. Presso le baite di Malga Fane ad attendere i visitatori ci saranno divertenti fiabe dedicate al latte e una vasta gamma di giochi come i salti nel fieno, un concorso di mungitura e le Olimpiadi del latte aperte a grandi e piccini. Chi desidera saperne di più sulla produzione di formaggio, mozzarella e burro potrà osservare un esperto al lavoro. Il programma comprende infine numerose degustazioni: diverse associazioni di Valles, la Scuola professionale per l’economia domestica e agroalimentare di Aslago e le baite di Malga Fane prepareranno alcune specialità a base di latte e latticini. Il settore lattiero-caseario dell’Alto Adige attribuisce grande importanza alla sostenibilità ed è per questo che la Festa del Latte può fregiarsi quest’anno per la prima volta del marchio “Green Event”.

Foto/© IDM /M. Lafogler.  

 

 

 

 

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