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Bolzano. Musica. L’Orchestra Giovanile Europea Gustav Mahler a Bolzano il 20 agosto

16 Agosto 2018

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Bolzano. Musica. L’Orchestra Giovanile Europea Gustav Mahler a Bolzano il 20 agosto

Solista d’eccezione il violoncellista d’eccezione Gautier Capuçon.Torna  a Bolzano La Gustav Mahler Jugendorchester, creatura nata dal genio di Claudio Abbado oggi patrocinata del Consiglio d’Europa, con i suoi suoi oltre cento orchestrali, guidati quest’anno, da direttore Lorenzo Viotti.  Il programma di lunedì 20 agosto al Teatro Comunale di Bolzano, affronterà l’Ouverture de La Forza del destino di Giuseppe Verdi, la celebre“Patetica” di Čajkovskij e il Concerto per violoncello e orchestra di Dvorák. Filo conduttore del concerto saranno le diverse declinazioni dell’uso di materiali di derivazione o ispirazione popolare. La Forza del destino è un dramma in quattro atti scritto nel 1862, su libretto di Francesco Maria Piave, Il compositore italiano – che con questo lavoro conquistò il definitivo successo internazionale – Composto su commissione del teatro di San Pietroburgo, Verdi suddivise idealmente il dramma in cinque giornate, alternando prosa e versi e inserendo scene realistiche ambientate tra la gente comune in un caleidoscopio di eventi drammatici, picareschi e inverosimili. Sacralità e gusto del profano, tragico e comico, sublime e triviale si alternano incessantemente in quest’opera, in modo totalmente inedito per Verdi. L’atteggiamento di fondo è lo stesso: fissare il mondo, o una parte di esso, attraverso la lente del linguaggio, per inserirlo in una visione di valore universale, oltre ogni barriera culturale. Unica via d’uscita a questa visione del mondo permeata di profondo pessimismo è l’identificazione del destino con un disegno provvidenziale.
Seguirà il Concerto per violoncello e orchestra di Antonín DvoràkSolista d’eccezione Gautier Capuçon,  una star del violoncello. Considerato il testamento dell’attività artistica e giudicato da molti il più bel concerto per violoncello mai scritto, rappresenta, secondo i critici,  una delle opere più intense di Dvorak. In queste pagine emerge  l’equilibrio nel rapporto tra solista e orchestra e l’uso sapiente dello strumento, sfruttato in tutte le possibilità sonore e virtuosistiche.
Terza parte del programma, la sinfonia n. 6 “Patetica” di Čajkovskij .Scritta in sole cinque settimane, esprime le debolezze e la fragilità dell’essere umano grazie all’uso di armonie sfuggenti e perfettamente rese dalla struttura sinfonica. Tchaikovsky descrisse le sue impressioni dopo la prima rappresentazione dell’opera, il 16 ottobre del 1893, l’unica che ebbe modo di vedere: “Con questa sinfonia succede qualcosa di strano. Non è che non piaccia, – disse l’autore – ma suscita una certa perplessità. Per ciò che mi riguarda personalmente ne sono orgoglioso più che di qualsiasi altra mia composizione”.
In foto: Viotti Lorenzo/© Gulbenkian Música.  

 

 

 

 

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