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Bolzano Festival Bozen, grandi talenti della Corea del Sud nel capoluogo altoatesino

18 Agosto 2018

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Bolzano Festival Bozen, grandi talenti della Corea del Sud nel capoluogo altoatesino

Il miracolo coreano, territorio di straordinari pianisti. Dal 20 al 23 agosto Bolzano incontra l’inarrestabile fucina di talenti della Corea del Sud fra proiezioni, tavole rotonde e concerti in luoghi iconici della città.

Giorno I
20.08.2018 – SYMPOSIUM
Palazzo Mercantile – ore 11.00
CHLOE MUN

Robert Schumann
Sonata in fa diesis minore, op. 11
Fantasia in Do maggiore, op. 17

Teatro Studio – ore 16.00
THE KOREAN MUSICAL MYSTERY un film di Thierry Loreau & Pierre Barré
TAVOLA ROTONDA con SATORU TAKAKU, THIERRY LOREAU, BERND GOETZKE

Teatro Comunale / Teatro studio – ore 18.00

JEUNG BEUM SOHN
Frédéric Chopin, 12 Études op. 25
Sergej Prokofiev, Sonata n. 7, op. 83

Determinati, chirurgici, addestrati a vincere. Negli ultimi anni si stanno facendo strada sui palcoscenici più importanti del mondo, conquistando le posizioni che contano nelle competizioni internazionali: sono la nuova leva dei giovani pianisti della Corea del Sud. Sono stili, storie, personalità differenti che non sembrano accomunati da alcun denominatore: il loro successo è dunque solo una questione di addestramento, di meccanica o disciplina? O c’è qualcosa di più?
Nell’arco di tre giornate, dal 20 al 23 agosto, il Festival pianistico Busoni, che trova spazio nella prima fase delle selezioni di concorso fondato da Cesare Nordio, propone nei luoghi più suggestivi di Bolzano, sei recital, incontri con gli artisti, tavole rotonde e documentari per cercare di comprendere la speciale forza e qualità di questi nuovi astri del pianismo internazionale.
Nella sua lunga carriera il compositore e pianista Ferruccio Busoni ha sempre riflettuto sulle dinamiche che regolano il mondo della musica. Impegnata a preservare lo spirito originario del suo  ispiratore, la Fondazione Concorso Pianistico Internazionale entra in dialogo con i tempi e  modi della musica, concentrando la propria attenzione anche su aspetti che di solito non possono essere oggetto di una competizione musicale. “Un festival di pianoforte che vuole onorare Ferruccio Busoni deve porsi delle domande e avere il coraggio di collocare il pianoforte in un contesto culturale e sociale più ampio – commenta il direttore artistico del Concorso, Peter Paul Kainrath –  In questo senso, il Festival Busoni 2018 cerca di comprendere da dove provenga l’attuale eccellenza – per non dire il dominio – dei giovani pianisti sudcoreani”.
Negli ultimi tre anni molte autorevoli competizioni pianistiche internazionali come Ginevra, Busoni, van Cliburn – Texas, ARD – Monaco e Chopin-Varsavia sono state vinte da pianisti sudcoreani.
I diffusi pregiudizi che attribuiscono il merito del loro successo alla disciplina, all’esercizio costante e all’imitazione di modelli di interpretazione consolidati, non rendono giustizia a questo sorprendente fenomeno. A ciò si aggiunge il dominio di una singola nazione, la Corea del Sud, in uno scenario globalizzato, dove le storiche scuole pianistiche come quella russa, italiana e francese non hanno più ragione d’esistere.
In collaborazione con il World Culture Networks, il Festival Busoni va alla ricerca dei segreti del mondo musicale sudcoreano con una serie di concerti, dibattiti e proiezioni.
Riflettori accesi dunque sui protagonisti di quest’avventura musicale nelle giornate di lunedì 20 agosto con Chloe Mun (Palazzo Mercantile, ore 11.00), e Jeung Beum Sohn (Teatro comunale di Bolzano, ore 18.00), martedì 21 agosto con Yekwon Sunwoo (Palazzo Mercantile, ore 12.30), e Kun Woo Paik (Conservatorio Monteverdi, ore 20.30), e giovedì 23 agosto con Yeol Eum Son (Palazzo Mercantile, ore 12.30), quest’anno scelta come giovanissima Presidentessa del Concorso Busoni.
Una serie di incontri (il 20 agosto, Teatro Studio ore 16.00 e il 21 agosto, Conservatorio Monteverdi, ore 21.00) con – fra gli altri – il musicologo e scrittore Satoru Takaku, il pianista tedesco, insegnante di numerosi musicisti coreani, Bernd Goetzke, e il cineasta Thierry Loreau, autore del documentario The Korean Musical Mystery (proiezione il 20 agosto al Teatro Comunale alle ore 16.00) offriranno un’ulteriore occasione per comprendere più da vicino il “caso coreano”.

CHLOE MUN – il recital
Palazzo Mercantile – ore 11.00
Robert Schumann
Sonata in fa diesis minore, op. 11
Fantasia in Do maggiore, op. 17

Jörg Demus, presidente del 60° Concorso Pianistico Internazionale Ferruccio Busoni, ha commentato così l’assegnazione del Premio Busoni a Chloe Jiyeong Mun, prima pianista asiatica nella storia del concorso a vincere il primo premio: “Prima di incontrarla pensavo che una tale naturalezza nell’avvicinarsi al pianoforte fosse andata ormai perduta”. Una considerazione che assume un sapore del tutto inedito, perché pronunciata da uno dei più alti interpreti europei di musica per pianoforte. Chloe Mun apre la maratona di tre giorni dedicata al miracolo coreano con un’esibizione, lunedì 20 agosto alle 11.00 negli spazi del Palazzo Mercantile, che segna il suo ritorno nella città bolzanina dopo il trionfo al Busoni nel 2015. Il programma, tutto dedicato a Robert Schumann, si snoderà fra le pagine della Sonata in fa diesis minore, op.11 e la Fantasia in Do maggiore, op. 17: un omaggio al grande compositore, pianista e critico musicale, considerato il principale iniziatore della musica romantica.
Vincitrice assoluta del Concorso di Ginevra e del Concorso Busoni 2015, prima pianista asiatica a vincere il primo premio dal 1949, Jiyeong Mun – in arte Chloe Mun – pare ricalcare le orme di Martha Argerich, che nel 1957 si aggiudicò entrambi i premi dando il via a una brillante carriera internazionale. Grazie al suo approccio genuino e naturale, la giovane sudcoreana, classe 1995, si è guadagnata negli ultimi anni il consenso del pubblico e di prestigiose giurie internazionali. Si avvicina allo studio del pianoforte all’età di cinque anni: inizia di propria volontà, esercitandosi a scuola e nella chiesa del quartiere. Nel 2012 vince l’Ettlingen Music Award International Youth Competition in Germania, premiata per la sua “sorprendente immaginazione musicale, così ricca e completa per i suoi appena diciassette anni”. Nel 2009 si aggiudica nella sua categoria il primo premio al concorso “Art Dream Competition” indetto dal Korean Business Council, che permette a persone delle fasce più deboli della società di accedere a un’educazione artistica superiore. In quell’occasione incontra il suo maestro, Daejin Kim, che da allora è suo insegnante e mentore. Attualmente studia alla Korean National University. Tra il 2009 e il 2013 ha vinto diversi concorsi quali il Rubinstein in Memoriam International Piano Competition in Polonia e il Takamatsu International Competition in Giappone, ottenendo inoltre prestigiose borse di studio da fondazioni quali la Daewon Foundation for Culture e la Dorean Foundation. Considerata oggi in Corea una delle pianiste di maggior talento della sua generazione, si è esibita in Corea del Sud e Giappone, mentre in Europa ha suonato recital e concerti con orchestra in Germania, Francia, Polonia, Italia e Repubblica Ceca.

THE KOREAN MUSICAL MYSTERY un film di Thierry Loreau & Pierre Barré
Teatro Studio – ore 16.00

A SEGUIRE: TAVOLA ROTONDA con SATORU TAKAKU, THIERRY LOREAU, BERND GOETZKE

Il Teatro Comunale di Bolzano ospita sempre il 21 agosto alle 16.00 uno dei documenti più interessanti, vero e proprio caso mediatico, capace di fare luce sul fenomeno della repentina ascesa dei musicisti classici coreani sulla scena musicale internazionale. Prodotto da Radio Télévision Belge Francophone (RTBF) il documentario The Korean Musical Mystery è stato più volte trasmesso sulla televisione belga durante la prestigiosa Queen Elisabeth Music Competition. Il cineasta Thierry Loreau, insieme al regista Pierre Barré, grazie a interviste, documenti e numerosissime ore di girato, esplora l’universo dei giovani musicisti coreani: “Non era mia intenzione – commenta – affermare una teoria o dare una qualche indicazione netta. Ho voluto mantenere uno sguardo obiettivo sul fenomeno della musica coreana e sui suoi risultati così eccellenti”.
Il documentario evidenzia come, negli ultimi anni, i musicisti coreani abbiano raggiunto almeno un quarto di tutti i partecipanti alle competizioni internazionali. Dieci anni fa l’Elizabeth Music Competition non contava fra le sue fila alcun partecipante coreano. Nel 2011, cinque dei dodici finalisti erano coreani e il soprano Hong Hae-ran ha scritto la storia, diventando il primo musicista asiatico a vincere il gran premio nella competizione per voce. Qual’ è dunque il segreto che assicura il successo ai musicisti coreani? Come racconta il film di Loreau, i musicisti coreani eccellono per la loro passione, per il coraggio e per un sano spirito competitivo. E’ dunque forse questa loro passione, in particolare, che ha catturato il pubblico. I musicisti europei lavorano duramente allo stesso modo, ma quelli coreani rivelano avere una tenacia che non li abbandona fino alla fine. La Corea ha già superato l’Europa in molte aree per cui – come suggerisce il regista – “non è più fondamentale venire in Europa per avere successo nell’industria della musica”.
A margine della proiezione sarà possibile partecipare alla tavola rotonda con il professore, critico e musicologo Satoru Takaku, con il regista del film, Thierry Loreau, e Bernd Goetzke, uno dei più ricercati insegnanti e musicisti tedeschi, membro di giuria di importanti competizioni pianistiche internazionali in Europa, Cina e Stati Uniti.

JEUNG BEUM SOHN – il recital
Teatro Comunale / Teatro studio – ore 18.00
Frédéric Chopin, 12 Études op. 25
Sergej Prokofiev, Sonata n. 7, op. 83

La prima giornata del Simposio si chiuderà con il recital alle ore 18.00 al Teatro Studio, di Jeung Beum Sohn. Classe 1991, diplomato alla Korean National University of Arts di Seoul, studia attualmente alla Munich Academy for Music and Theatre sotto la guida di Arnulf von Arnim. Ha vinto numerosi premi in Corea. Nel 2011 si è aggiudicato il secondo premio al George Enescu International Piano Competition di Bucharest. Nel 2012 ha vinto il premio speciale alla Geneva Competition for the performing arts. Nel 2013 si è classificato secondo al concorso internazionale Piavanello Val Tidone e terzo al Isang Yung International Competition in Korea.
Al centro del concerto un programma dedicato a Chopin e Prokofiev. La seconda serie di Études di Chopin venne pubblicata nel 1837 e dedicata all’amante di Franz Liszt, Marie d’Agoult. Drammatica. Sublime. Sentimentale, l’Études 25 No. 12 che verrà eseguita a Bolzano da Sohn, è nota anche con il nome “Ocean”. Si tratta dell’ultimo frammento dell’intero corpus di studi del compositore polacco naturalizzato francese. Tecnicamente complessa e sfidante, l’opera di contraddistingue per il tono emozionale reso dalla punteggiatura della mano sinistra: un viaggio nelle profondità del cuore in un luogo in cui si accendono in particolare i toni melodici.
Composta invece fra il 1939 e il 1942 in un periodo di grande produttività del musicista, pianista e compositore russo Sergej Prokof’ev, la Sonata n.7, op 83 venne concepita insieme alla n.6 e alla n. 8, parte del cosiddetto trittico delle Sonate di guerra. Mai come in quest’opera risultano così accentuati i contrasti fra aggressività percussiva e violenza ritmica da un lato e sensualità melodica, nostalgicamente post-romantica dall’altro. Un resoconto in musica, drammatico e disperato, degli avvenimenti che stavano attraversando l’intera Europa in quel tragico tempo.

21.08.2018 – SYMPOSIUM Giorno II

Palazzo Mercantile – ore 12.30
YEKWON SUNWOO
Percy Grainger, Duetto finale da Il Cavaliere della Rosa di Richard Strauss
Johannes Brahms, Sonata n. 2 in fa diesis minore, op. 2
Franz Schubert, 4 Improvvisi D.935
Marc-André Hamelin, Toccata on “L’homme armé”

Centro Trevi ore 18.00
Round Table – Symposium

Conservatorio Monteverdi – ore 20.30
KUN WOO PAIK
Frédéric Chopin
Impromptu n. 2 op. 36
Nocturnes op. 15 n. 2 & op. 27 n. 1
Polonaise-Fantaisie op. 61
Nocturnes op. 15 n. 1 & op. 48 n. 1
3 Walzer op. 34 n. 3, op. 70 n.1 & op. 18
Nocturnes op.55 n. 2 & op. 32 n. 2
Ballade n. 1 op. 23

23.08.2018 – Il palco della giuria

Palazzo Mercantile – ore 12.30
YEOL EUM SON
Maurice Ravel
Le tombeau de Couperin
La Valse

Info www.bolzanofestivalbozen.itwww.concorsobusoni.it

Foto d’apertura: Yeol Eum Son C Jaehyong Park  

Yekwon Sunwoo
Gold Medalist
15th Van Cliburn International Piano Competition
Mandatory Photo Credit
Jeremy Enlow/Cliburn
Kun Woo Paik ©Woo Ryong Chae
Chloe Mun
Jeung Beum Sohn (c) Taeuk Kang             
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