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Bolzano. ANTIQUA, Jörg-Andreas Bötticher all’organo di Gries e del Museo Civico

10 Agosto 2018

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Bolzano. ANTIQUA, Jörg-Andreas Bötticher all’organo di Gries e del Museo Civico

Cinguettii, suoni della natura, orologi a cucù, curiosi giochi delle parti fra tradizione e innovazione: il 14 e 15 agosto, nei giorni più centrali e caldi dell’estate, il Festival Antiqua invita il suo pubblico a ripararsi fra le fresche navate della chiesa parrocchiale di Gries per avventurarsi nell’eccentrico mondo delle musiche per organo in epoca barocca.
Guida d’eccellenza sarà Jörg-Andreas Bötticher. Nato a Berlino nel 1964, dopo gli studi a Basilea sotto la guida di Gustav Leonhardt, Bötticher ha intrapreso una lunga collaborazione con Jean Tubéry e l’ensemble La Fenice. Si è esibito con artisti come Chiara Banchini e con orchestre quali La Cetra e Akademie für Alte Musik Berlin, misurandosi – alla direzione – con opere quali Acis and Galatea di Händel, Dido and Aeneas di Purcell e con il repertorio di musiche sacre di J. S. Bach, G. H. Stölzel. I due concerti di Bolzano avranno come focus le elaborazioni di corali e trascrizioni di concerti e sonate degli artisti che nel periodo fra Seicento e Settecento godettero di un particolare seguito: Girolamo Frescobaldi, Jean-François Dandrieu, Johann Ludwig Krebs, Georg Friedrich Händel e Johann Sebastian Bach.
Nel concerto di martedì 14 agosto Bötticher ripercorrerà il percorso tracciato dai grandi compositori dell’epoca per risalire alla radice del loro virtuosismo, in costante equilibrio fra tradizione e innovazione. Quando un ascoltatore del Sei-Settecento fruiva infatti un brano musicale si aspettava di non avere alcuna sopresa e di poter essere in qualche modo rassicurato. L’esatto contrario di quanto accadrà nel Romanticismo, quando prenderà sempre più piede il concetto di opera d’arte irripetibile e unica. Per il fruitore del tempo era fondamentale riconoscere lo stile, trovarlo pertinente al contesto d’esecuzione, seguire la dialettica interna tra le idee musicali. I compositori del Sei-Settecento, particolarmente sensibili al sentire del pubblico, produssero opere profondamente coerenti a questo diktat.
Il programma della serata metterà in luce quest’elemento centrale della produzione artistica per organo del tempo, presentando, in particolare, un brano inedito Jörg-Andreas Bötticher esemplificativo per la sua esplicita citazione alla Partita sopra la Monica di Frescobaldi, sotto forma di toccata. A due tradizioni distanti tra loro fece riferimento anche Bach: i suoi lavori di rielaborazione attingono sia dai concerti solistici di compositori italiani, come quello di Vivaldi proposto sul palcoscenico bolzanino, sia dai corali luterani (Ich steh mit einem Fuss im Grabe).
Il concerto di mercoledì 15 agosto scandaglierà in modo mai scontato il vocabolario poetico del tempo, popolato in modo anche da riferimenti ai suoni della natura e dalla presenza seppur solo evocata – del mondo animali: aquile, cigni, colombe, tortore, rondini, usignoli nel loro ruolo di messaggeri d’amore o di altre emozioni molto umane. Era comune trovarli nella musica vocale, in particolare nelle cosiddette arie di paragone: brani che a causa del contenuto metaforico ispiravano una scrittura vocale brillante e pirotecnica. In quest’epoca, in ambito strumentale vennero prodotti brani di grande effetto partendo dal canto degli uccelli come fonte di ispirazione: il programma di questo secondo appuntamento sarà dedicato in particolare composizioni a tema ornitologico, prove di virtuosismo tecnico e di grande inventiva, scritte per strumenti a tastiera. Partendo da brani a metà tra scuola tedesca e stile italiano di Johann Caspar Kerll (1627–1693) e Alessandro Poglietti, si arriverà ad atmosfere più galanti con Jean-Philippe Rameau (1683–1764), alla scuola francese, da sempre più sensibile alla musica a programma e all’imitazione dei suoni della natura. La suite La poule, dalle Nouvelles Suite de pièces de clavecin (1728) ne sarà un ottimo esempio. Non alluderanno al canto degli uccelli, ma agli uccellini meccanici degli orologi a cucù, i restanti brani scritti per organo da Joseph Haydn (1732–1809): i Flötenuhrstücke.

L’ingresso ad entrambi i concerti è libero.

In foto: Jörg-Andreas Bötticher.   

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