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Bolzano. Al Museo Civico nel 2019 una mostra dedicata all’importante studio di architettura attivo a Bolzano agli inizi del 20° secolo

23 Agosto 2018

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Bolzano. Al Museo Civico nel 2019 una mostra dedicata all’importante studio di architettura attivo a Bolzano agli inizi del 20° secolo

La casa deve piacere a tutti. A differenza dell’opera d’arte, che non ha bisogno di piacere a nessuno. L’opera d’arte è una questione privata dell’artista. La casa no (….). L’opera d’arte non si carica di responsabilità verso qualcuno, la casa ne ha verso tutti. La casa deve essere al servizio della comodità. L’opera d’arte è rivoluzionaria, la casa è conservatrice” Adolf Loos, 1910

Agli inizi del 20° secolo “Amonn & Fingerle” è un importante studio di architettura che opera realizzando numerosi progetti non solo in Alto Adige, ma ben oltre i confini di questo territorio. Soltanto nella città di Bolzano risultano attribuibili ad “Amonn & Fingerle” circa 200 progetti; non tutti però sono documentati in modo esauriente. Di qui l’idea di promuovere (dall’autunno del prossimo anno) al Museo Civico una mostra concepita come un viaggio nel tempo considerando il periodo tra il 1906 ed il 1940, focalizzato sullo studio “Amonn & Fingerle” con lo sfondo degli eventi storico-culturali dell’epoca. Attraverso documenti, architetture ed arredi, ma anche attraverso oggetti personali e libri, la mostra si prefigge di offrire ai visitatori uno sguardo sul modo di vivere e di lavorare degli architetti in quegli anni.
Stamane la presentazione del progetto in una conferenza stampa al Museo Civico alla presenza degli assessori comunali competenti e dei curatori. Un’ occasione anche e soprattutto per sensibilizzare ed invitare i bolzanini o coloro che fossero in possesso di fotografie, progetti, documenti d’epoca riconducibili allo studio “Amonn & Fingerle”, a mettersi in contatto con gli organizzatori. “Cerchiamo in particolare foto, progetti, materiali, documenti magari anche autografi riconducibili all’attività di questo famoso studio di architettura  molto attivo ad inizio secolo scorso nel capoluogo. Un progetto che si apre alla Città e per il quale invitiamo i cittadini alla collaborazione “. Così il direttore del Museo Stefan Demetz.
I curatori dell’evento hanno spiegato che:  “I riferimenti per “Amonn & Fingerle” sono da un lato i circoli attivi a Monaco nel campo dell’architettura e dell’arte con personalità come Theodor Fischer, Martin Dülfer, Karl Hocheder, e dall’altro John Ruskin, William Morris e in Inghilterra il movimento “Arts and Crafts”. Hermann Muthesius e la sua piubblicazione in tre volumi “Das englische Haus”, con progetti di H. M. Baillie Scott, Charles Rennie Mackintosh e altri, influenzano gli architetti in tutta Europa. I progetti di Amonn & Fingerle sono caratterizzati da profonda sensibilità verso spazio e proporzioni, da solide conoscenze tecniche e da uno sviluppo del dettaglio molto preciso, tutti elementi testimoniati dal buono stato di conservazione di molte delle loro realizzazioni ancora esistenti. Lo studio viene diretto da Hedwig Amonn-Fröhner, moglie di Marius Amonn; quest’ultima viene poco citata con il suo nome, ma riveste un ruolo molto importante nella fase di arredamento delle abitazioni. Marius Amonn si laurea a Monaco nel 1903, alla “Königliche Bayrische Technische Hochschule”, con valutazione finale “molto buono”. August Fingerle frequenta a Monaco la “Königliche Baugewerkschule” e lavora successivamente presso lo studio privato del Prof. Karl Hocheder. Intorno al 1900 Monaco non è solo città d’arte ma anche un centro del Movimento delle donne.  Hedwig Fröhner, originaria di Oberkochen presso Stoccarda, di famiglia altoborghese, frequenta tra il 1901 e il 1904 la scuola privata “Phalanx”, di Wassily Kandinsky, l’artista che poi fonda con Franz Marc, Gabriele Münter e Alexej von Jawlensky il gruppo “Der blaue Reiter” e che nel 1922 viene incaricato a Weimar alla Bauhaus da Walter Gropius. Hedwig Amonn-Fröhner è una donna emancipata, in stretta amicizia con Gabriele Münter, allora compagna di Kandinsky. Nello studio sua è la responsabilità di disegnare e progettare arredi ed interni, e per questo può essere considerata a pieno titolo la prima designer sudtirolese. La collaborazione e stima per artisti locali come Rudolf Stolz, Ignaz Gabloner e altri si evince da diversi lavori e progetti comuni”.
Luogo dell’esposizione sarà il  Museo Civico di Bolzano, dove tra il 1935 ed il 1938 lo studio “Amonn & Fingerle” fu impegnato nella ristrutturazione e allestimento delle esposizioni. In collaborazione con le tre biblioteche: Civica, Tessmann e Claudia Augusta, sarà anche realizzata una sala di lettura con testi inerenti le tematiche trattate.

AMONN & FINGERLE 1906-1940
L’amore per la casa.
Tra architettura, arte e quotidianità.
Museo Civico Bolzano (20.09.19 – 19.04.20)  

In foto: Marius Amonn, Hedwig Amonn-Fröhner e August Fingerle.   

 

 

 

 

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