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ANTIQUA, due serate all’insegna della musica barocca a Bolzano

6 Agosto 2018

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ANTIQUA, due serate all’insegna della musica barocca a Bolzano

Parodie, travestimenti, false attribuzioni e trascrizioni del barocco musicale: sono queste pratiche la materia prima con cui si confronta quest’anno il Festival Antiqua, rassegna che sotto la guida artistica di Claudio Astronio e Marco Facchin propone al suo pubblico sfide sempre più ambiziose e percorsi musicali inconsueti e fuori dagli schemi.
Il 9 agosto alle 20.30 i timbri raffinati del barocco risuoneranno nell’incantevole cortile della Cantina Schmid Oberrautner, in via Michael Pacher 3, un angolo poco conosciuto e da scoprire della nostra città.
Ad esibirsi sarà l’Accademia Ottoboni, apprezzato ensemble dedito all’esplorazione del repertorio barocco e classico, le cui numerose registrazioni hanno meritato alcuni importanti premi internazionali come due “Diapason D’Or” ed il “Grammophone Editor’s Choice”. Fondato a Roma nel 2004 dal violoncellista Marco Ceccato l’ensemble può vantare già un’importante attività sulla scena musicale nazionale ed internazionale e ben 4 produzioni discografiche. Oltre allo stesso Ceccato al violoncello ad esibirsi sul palco della Cantina Schmid Oberrautner saranno Francesco Romano alla chitarra, Manuel Granatiero al flauto, Helena Zemanova e Ayako Matsunaga al violino, Teresa Ceccato alla viola e Rebeca Ferri al violoncello e nacchere.
Al centro del programma le trascrizioni per chitarra dei quintetti di Luigi Boccherini, ad opera del compositore stesso.
Se il riciclaggio è un’azione percepita come estremamente ammirevole in relazione alle tematiche ambientali non lo è altrettanto in ambito musicale. Dal plagio alla contraffazione ogni pratica che si appropri di materiale altrui non appartiene senz’altro alla sensibilità contemporanea, fatta eccezione per l’uso ben circoscritto della citazione. L’originalità e unicità della composizione sono infatti paradigmi imprescindibili nella scrittura musicale moderna.
Ben diversa è stata la percezione di queste pratiche nella musica barocca, costellata di brani, temi o interi movimenti riutilizzati in altre composizioni, una pratica del tutto normale e lecita ed anzi apprezzata dal pubblico che riconosceva con piacere qualcosa di già noto all’interno di una nuova composizione.
Non deve stupire perciò se anche Boccherini riutilizzò e trascrisse del materiale preesistente come nel caso dei quintetti per chitarra scritti per il Marchese Benavent, virtuoso della chitarra, tra il 1796 e il 1799 insieme ad una sinfonia per grande orchestra con chitarra obbligata, principalmente riutilizzando materiale di opere da camera precedenti.
Dei dodici quintetti solo otto sono giunti fino a noi e di questi l’Accademia Ottoboni eseguirà il Quintetto in mi minore n. 7 e l’Introduzione e Fandango, a cui si aggiunge la celebre partitura La Musica notturna nelle strade di Madrid, il cui movimento La Ritirata fu riutilizzato da Boccherini in almeno due occasioni, tra cui appunto uno dei quintetti scritti per il Benavent.
È evidente la contaminazione con le qualità armoniche e ritmiche della musica tradizionale spagnola, in particolare nella Musica notturna, al punto che il brano venne pubblicato solo dopo la morte del compositore perché a suo avviso sarebbe stato ridicolo fuori dalla Spagna, dove né il pubblico avrebbe potuto apprezzare il suo significato né i musicisti sarebbero stati in grado di suonarlo come avrebbe dovuto essere suonato.
Venerdì 10 agosto invece, nelle sale di Castel Mareccio riecheggeranno brani densi di storia e curiosità fra cui alcuni gioielli da poco ritrovati di Claudio Monteverdi e Girolamo Frescobaldi rimessi in scena dall’ensemble “Il Pegaso”. Fondato dall’organista Maurizio Croci, è composto dai tenori Mirko Guadagnini e Makoto Sakurada, dal basso Fulvio Bettini e dalla tiorba di Evangelina Mascardi. Fra le sue più ambiziose sfide quella di rilanciare il monumentale repertorio del Seicento.
Il concerto di Bolzano sarà dedicato ai contrafacta, brani sacri frutto di una rielaborazione di brani vocali profani. La genesi di queste composizioni prevedeva che il revisore componesse un nuovo testo in latino, privilegiando “parole buone, honeste, divote” che combaciassero perfettamente sia con la metrica del testo italiano originale, che con la musica.
Questa pratica trovava una legittimazione nel bisogno continuo di musica per le funzioni sacre e nella spinta moralizzatrice della Controriforma che assecondava questo procedimento di “spiritualizzazione” delle composizioni profane.
Nel programma bolzanino spiccano alcuni rari casi di parodie strumentali come “Il ballo del Monteverde” di Pietro Milioni, chitarrista, compositore e trattatista italiano molto noto nel Seicento, che cita e rielabora il celebre Ballo delle ingrate di Monteverdi.
Un’occasione per avvicinarsi a un repertorio ancora poco esplorato e a una pratica testimone di un preciso e affascinante momento storico tutto da scoprire.

09.08.2018

20.30
Cantina Schmid Oberrautner

ACCADEMIA OTTOBONI

FRANCESCO ROMANO Chitarra

MANUEL GRANATIERO Flauto

HELENA ZEMANOVA, AYAKO MATSUNAGA Violino

TERESA CECCATO Viola

MARCO CECCATO Violoncello

REBECA FERRI Violoncello II e nacchere

Trascrizioni per chitarra dei quintetti di Boccherini

10.08.2018

20.30
Castel Mareccio

ENSEMBLE IL PEGASO

Maurizio Croci – Organo e direzione artistica

In foto: Accademia Ottoboni.  

 

 

 

 

 

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