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A Bolzano torna sul palcoscenico la Gustav Mahler Jugendorchester

20 Agosto 2018

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A Bolzano torna sul palcoscenico la Gustav Mahler Jugendorchester

Non esistono molte altre formazioni orchestrali che possano garantire un così alto livello tecnico per non parlare dell’inedita temperatura espressiva che l’entusiasmo e la passione di questa formazione giovanile consentono. Mercoledì 22 agosto alle 20.30, al Teatro Comunale, il programma abbraccerà i diversi “modi di essere” del Novecento musicale storico. Si aprirà con un “tuffo” nel vento dell’estate grazie all’esecuzione di uno dei primissimi lavori del compositore austriaco Anton Webern, che, nella composizione Im Sommerwind, sposò con convinzione la dodecafonia seriale. Con il Concerto n. 1 per violoncello e orchestra op. 107 di Dmitrij Šostakovič il viloncello suonato da Gautier Capuçon sarà protagonista assoluto al centro della scena. Composto nel 1959 costituisce un esempio di scrittura per orchestra minimale ed asciutta. In questa composizione l’organico è ridotto e leggero, simile ad un’orchestra da camera: oltre agli archi, legni a due, un solo corno, timpani e celesta. Nel trattamento dell’organico, inoltre, il corno assume spesso il ruolo di co-protagonista o di alter ego del violoncello, mentre la celesta è impiegata soltanto in un’occasione. Questo originale lavoro è suddiviso in quattro movimenti: al primo tempo si contrappongono gli altri tre che si susseguono senza soluzione di continuità dando la sensazione di un continuo e inarrestabile sviluppo, anch’esso intimamente legato ad una concezione musicale tardo-romantica. Molto diversa è invece la concezione estetica di Debussy che scrisse il suo Prélude à l’après-midi d’un faune nel 1894, non tanto per commentare in senso descrittivo la poesia di Mallarmé su cui si basa il brano, quanto per comunicarne in senso impressionistico emozioni e sensazioni. Questo brano inizia una nuova idea musicale tipicamente novecentesca che troverà piena realizzazione in Le Sacre du printemps di Igor Stravinskij che, nel 1911, rivoluzionerà completamente la tecnica compositiva tradizionale. Proprio per la sua ventata di novità, la musica da balletto non venne accolta positivamente al suo debutto a Parigi. Sarà la storia a dare ragione – in pochi anni – al rivoluzionario compositore russo.
A guidare l’orchestra è di nuovo Lorenzo Viotti, classe 1990, uno dei più giovani e promettenti astri nascenti della direzione orchestrale. E’ figlio del direttore d’orchestra Marcello Viotti morto prematuramente all’età di 50 anni. Ha studiato pianoforte, canto e percussioni a Lione e suonato come percussionista in numerose orchestre, compresi i Wiener Philharmoniker. All’età di 25 anni ha vinto il premio Nestlè e il Salzburg Festival Young Conductors Award a cui sono seguiti molti altri riconoscimenti. L’International Opera Award di Londra l’ha nominato rivelazione dell’anno nel 2017.
Non è da meno Gautier Capuçon, senza dubbio uno dei più affermati violoncellisti al mondo. Nato a Chambéry nel 1981, inizia a suonare il violoncello all’età di cinque anni e a vent’anni è già uno dei più promettenti musicisti a livello internazionale. Si è esibito con numerose formazioni di altissimo livello quali l’Orchestre de Paris, Orchestre National de France, Orchestre Philharmonique de Radio France, Münchner Philharmoniker, WDR di Colonia, Deutsches Symphonie-Orchester di Berlino, Orchestra di Santa Cecilia, Houston e Detroit Symphony, e molte altre. E’ ospite dei più importanti festival di musica da camera e collabora spesso con il fratello Renaud, e con artisti come Daniel Barenboim, Frank Braley, Gabriela Montero, Viktoria Mullova, Mikhail Pletnev, Vadim Repin e Jean-Yves Thibaudet.

In foto: Gautier Capuçon/c-Felix Broede.  

 

 

 

 

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