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Inaugurato il nuovo rifugio presso il Sasso Nero a 3.030 m. di quota

29 Luglio 2018

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Inaugurato il nuovo rifugio presso il Sasso Nero a 3.030 m. di quota

Il nuovo rifugio presso il Sasso Nero in Valle Aurina è situato alla forcella di Riotorbo ad un’altitudine di circa 3.030 metri vicino alla frontiera con l’Austria e si configura come un corpo isolato che segue il pendio in discesa in un piccolo avvallamento del terreno. L’edificio di sei piani, costruito nell’arco di 8 mesi, sotto la guida della Ripartizione infrastrutture e servizi tecnici, si sviluppa verticalmente in una punta affusolata la cui forza iconica guida gli alpinisti da ogni direzione.
La struttura è parte integrante del complesso programma d’investimenti della Provincia per il risanamento dei rifugi alpini. Entro il 2021, grazie ad un investimento complessivo di dieci milioni di euro saranno portati a termine tutti i lavori urgenti previsti per i rifugi di proprietà dell’ente pubblico. Il nuovo rifugio al Sasso Nero, con una volumetria di 2070 mc, è già aperto al pubblico dallo scorso mese di giugno. L’intera struttura è realizzata in pannelli prefabbricati con tavole incrociate di abete rosso e gli interni sono eseguiti in larice non trattato. Anche i mobili per la Stube, il bancone, l’ingresso, i dormitori sono realizzati in legno naturale. La facciata esterna è rivestita in rame. L´intera superficie inclinata del tetto verso sud-ovest è coperta da pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica.
Il rifugio originariamente è stato costruito dalla sezione di Lipsia del Club Alpino Austro-Tedesco (DÖAV) ed inaugurato nel 1895. Dopo la prima guerra mondiale la struttura è stata espropriata dallo Stato italiano ed ha avuto anche un utilizzo militare. Il rifugio è stato quindi denominato “Vittorio Veneto al Sasso Nero” e dedicato alla sezione di Vittorio Veneto del CAI.  A causa delle cattive condizioni la struttura è stata demolita nel 2016 e ricostruita un centinaio di metri al di sopra del sito precedente.
Responsabili del progetto sono Andrea Sega, Hans Peter Santer e Wolfgang Obkircher e l’opera è stata realizzata dall’impresa edile Burgerbau GmbH. Il rifugio è un punto di partenza ideale per la salita delle numerose cime limitrofe che superano i 3.000 metri e fa parte delle 26 analoghe strutture di proprietà della Provincia.
Tra queste prossimamente saranno avviati i lavori di ristrutturazione per il rifugio Cima Libera (Müllerhütte), Biasi al Bicchiere (Becherhaus), Vedretta Pendente (Teplitzerhütte), Giogo Lungo (Lenkjöchlhütte), il rifugio Zisgmondy (Zisgmondyhütte), Vicenza Sassolungo (Langkoflhütte), Nino Corsi (Zufallhütte), Città di Milano (Schaubachhütte) e Plan (Zwickauerhütte). Le relative concessioni edilizie sono in fase di elaborazione e nel 2019 verrà stilata una lista delle priorità. La Ripartizione provinciale patrimonio nella manutenzione dei rifugi alpini si basa sulle priorità indicate da una commissione di cui fanno parte l’Alpenverein Südtirol AVS ed il Club Alpino Italiano.

Foto/c-USP-Peter Daldos.  

 

 

 

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