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Bolzano. Tra Provincia e Stato grosse differenze contrattuali, Uil – Scuola chiede adeguamenti

3 Luglio 2018

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Bolzano. Tra Provincia e Stato grosse differenze contrattuali, Uil – Scuola chiede adeguamenti

A volte la realtà provinciale presenta garanzie professionali meno solide del contesto nazionale. È il caso, per esempio, del settore scolastico che in questi giorni ha potuto concludere a Roma un importante accordo di adeguamento contrattuale che, tuttavia, non ha avuto alcun riscontro a livello locale, come si legge in una nota della Uil-Scuola Rua (Ricerca, Università e Alta formazione).I nuovi responsabili della segreteria regionale Uil-Scuola sono Pietro Di Fiore, Marco Pugliese (con delega di rappresentanza per il territorio di Bolzano), Alessandro Salsotto (con funzioni rappresentative di Bolzano), Luca Vinti (con delega di rappresentanza di Trento) e Monica Motter (con delega su sedi periferiche e Rua). Marco Pugliese è tornato a chiedere un incontro all’amministrazione provinciale. A Roma, ricorda Pugliese, è stato firmato l’adeguamento per il triennio 2015-2018 ponendo le basi per la trattativa del successivo triennio 2018-2021. Il primo dato da considerare è la liquidazione degli arretrati che vanno dagli 85 ai 99 euro per i docenti diplomati di secondo grado, dagli 85 ai 106 euro per quelli di primo grado e dagli 85 ai 110 per i docenti laureati della secondaria di secondo grado. L’aspetto economico, però, non è l’unico da prendere in considerazione, si ricorda nella nota, in cui si precisa che a livello nazionale nell’adeguamento di contratto sono stati riconosciuti dei diritti che i rapporti professionali con la Provincia non prevedono. Tra questi la possibilità della non reperibilità continua per ragioni di lavoro. Inoltre, altri due aspetti riguardano i permessi concessi alle donne vittime di violenza e il riconoscimento delle unioni civili, nonché l’eventuale congedo matrimoniale di 15 giorni. I sindacalisti ribadiscono il diritto alla contrattazione, come prevede il decreto Madia, lamentando  che a livello locale le relazioni tra Provincia e rappresentanza sindacale siano meno intense che a livello nazionale.

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