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Bolzano. Ministro Sergio Costa, “Non si spara contro orsi e lupi” e invita a Roma i presidenti delle Province di Bolzano e Trento

8 Luglio 2018

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Bolzano. Ministro Sergio Costa, “Non si spara contro orsi e lupi” e invita a Roma i presidenti delle Province di Bolzano e Trento

Bolzano e Trento hanno approvato provvedimenti legislativi che prevedono la cattura ed eventualmente l’abbattimento di orsi e lupi. Giovedì scorso Bolzano a pochi giorni da analoga decisione del consiglio provinciale di Trento, le due province autonome hanno approvato un provvedimento che consente di uccidere lupi e orsi. I due provvedimenti prevedono l’abbattimento di esemplari problematici che siano pericolosi per l’uomo o anche solo per gli allevamenti. E ovviamente è scoppiata la polemica ben oltre i confini regionali.
È paradossale, a Trento hanno fatto un progetto per ripopolare il territorio di orsi e adesso cosa fanno, li ammazzano? – riporta il Corriere della Sera la denuncia di Patrizia Prestipino, responsabile Pd per le politiche animaliste e membro dell’intergruppo animalista creato in Parlamento da Michela Vittoria Brambilla, deputata di Forza Italia. Con la precisazione che a “Trento e a Bolzano non hanno approvato una legge che prevede l’apertura della caccia a lupi e orsi, ma la norma che ha ottenuto il via libera per gli enti locali di eliminare singoli animali considerati troppo aggressivi”. E ciò per assecondare il pressing degli allevatori delle due Province autonome giacché “proprio da loro è partita la spinta per arrivare a quel provvedimento.” Alcune uccisioni di agnellini nella scorsa primavera avevano infatti destato allarme, così come la comparsa del plantigrado in località abitate.
Il Corriere ricorda inoltre che l’assessore altoatesino all’agricoltura Arnold Schuler ha promosso una petizione in favore degli abbattimenti che in 24 ore ha raccolto 13 mila firme.
Interrogato dalla giornalista del Corriere Arachi, il ministro dell’ambiente Sergio Costa su cosa egli intenda fare, risponde di essere “obbligato a chiedere l’impugnazione davanti alla Corte Costituzionale, perché il lupo è una specie protetta…” salvo subito aggiungere che è possibile evitare di arrivare a questo punto. “Invito i due presidenti di Trento e Bolzano a fare un passo indietro. A ritirare quelle leggi che forse non sono ancora nemmeno pubblicate sul Bollettino. Poi li invito a venire a Roma dove con l’Ispra potranno trovare le soluzioni per i loro lupi e i loro orsi”.
Alessandro Urzì di Alto Adige nel cuore in una nota ricorda di essere stato l’unico in Consiglio provinciale ad alzare la voce per ricordare che la sicurezza sui nostri sentieri vada garantita ed anche la protezione degli animali d’allevamento, ma che non lo si possa fare smontando lo stato di diritto. Inoltre, il consigliere fa sapere che chiederà al presidente Kompatscher delucidazioni circa l’accoglimento della richiesta avanzata dal ministro di fare un passo indietro. Secondo Urzì si potrebbe fare nella manovra di bilancio, con un emendamento volto ad abrogare la norma appena approvata evitando lo scontro con il Governo.

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