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Bolzano. Barriera al Brennero, l’Austria intensifica i controlli, grandi preoccupazioni dal mondo dell’economia

11 Luglio 2018

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Bolzano. Barriera al Brennero, l’Austria intensifica i controlli, grandi preoccupazioni dal mondo dell’economia

Per entrare in Tirolo si rallenta, si sfila davanti ai poliziotti austriaci con i documenti a portata di mano. Dalla mezzanotte di domenica l’Austria ha ripristinato i controlli al Brennero, riportando indietro la storia al 1995. Siamo balzati indietro di 23 anni, quando non esisteva in Europa la libera circolazione dei cittadini e i confini tra gli Stati erano barriere militarmente controllate. Vienna ha giustificato questa misura come necessaria, in vista del summit tra i ministri dell’Interno dell’Ue di domani 12 luglio a Innsbruck.
L’Austria vuole impedire che arrivino ad Innsbruck manifestanti a inscenare manifestazioni violente. In molti però temono che i black bloc siano solo una scusa e che invece l’Austria si stia organizzando per una chiusura definitiva del confine. In realtà il blocco del confine, secondo un’opinione molto diffusa, vuole drenare il transito degli immigrati che vogliono passare il confine in direzione austriaca, benché sia noto che il grosso dei clandestini fermati negli ultimi anni sono stati bloccati mentre a piedi attraverso i boschi cercavano di oltrepassare la frontiera.
L’ipotesi di chiusura del Brennero preoccupa non poco il mondo dell’economia, che pur trattandosi per il momento solo di una sospensione temporanea, scongiura in ogni modo il ritorno ai tempi ante-Schengen.
Per Thomas Baumgartner, presidente della Fercam Spa, nonché di Anita, l’associazione delle imprese che operano nel mercato degli autotrasporti, la chiusura delle frontiere sarebbe impraticabile. “Con il traffico che abbiamo oggi non è possibile tornare ad una situazione ante apertura delle frontiere – chiarisce Baumgartner – La chiusura comporterebbe un grave danno per l’economia italiana, che soprattutto dopo la crisi del 2009 si è lanciata nell’export. Interrompere lo scambio di merci con la Germania e i mercati del Nord sarebbe un grave danno”.
Anche l’Svp sollecita una soluzione europea per i migranti. “Una soluzione che eviti la chiusura dei confini interni – chiede il direttivo dell’Svp – perché in questo caso sarebbero tutti perdenti”. Inoltre il direttivo del partito di lingua tedesca sudtirolese chiede anche espulsioni più rapide e maggiori competenze per la Provincia in materia di tutela dell’ordine pubblico.

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