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Nuove „pietre d‘inciampo“ a Bolzano – un ulteriore contributo per una memoria condivisa

1 Maggio 2018

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Nuove „pietre d‘inciampo“ a Bolzano – un ulteriore contributo per una memoria condivisa

Il Consiglio di Circoscrizione Europa-Novacella ha accolto la proposta della vice-presidente Verde Corinna Lorenzi di estendere il progetto delle „pietre d‘inciampo“ anche nel proprio quartiere.
Le piccole targhe di ottone dalle dimensioni di un sampietrino (10x10cm) fanno parte del „più grande monumento commemorativo decentrato al mondo“ ideato dall‘artista tedesco Gunter Demnig. L‘opera comprende oltre 60.000 „pietre d‘inciampo“ in 23 paesi europei ed extra-europei.
Per commemorare le vittime del nazifascismo nel 2015 a Bolzano l‘artista ha già posato 10 „pietre d‘inciampo“, tutte nel centro storico.Ora ne dovrebbero seguire altre in Via Torino.
Si tratta di un ulteriore importante passo verso una memoria collettiva condivisa.
Le nuove „pietre d‘inciampo“ ricordano quattro uomini che tra il 1940 e il 1944 dovettero fuggire o furono deportati da Bolzano e poi uccisi. Si tratta del fioraio Otto Bondy, del pompiere Erminio Ferrari, di Walter Masetti, operaio alla Lancia e Gerolamo Meneghini, esperto di cartiere della Feltrinelli.
Tutti e quattro gli uomini abitavano e vivevano con le loro famiglie in Via Torino.
L‘iniziativa consiste nell’incorporare nel selciato stradale delle città, davanti alle ultime abitazioni delle vittime, dei blocchi in pietra ricoperti da una piastra di ottone di 10×10 cm. Le piastre riportano nome, anno di nascita, la data, l’eventuale luogo di deportazione e la data di morte, se conosciuta.
Le „pietre d’inciampo“ vengono posate in memoria delle persone che nel periodo nazista furono vittime di persecuzione, deportazione, uccisione,furono costrette alla fuga o indotte al suicidio.
Ricordare insieme le vittime delle due dittature contribuisce a sviluppare una cultura della memoria condivisa particolarmente preziosa in una città come Bolzano. Tramite la creazione di piccoli luoghi della memoria sparsi e radicati nel tessuto urbano e sociale si costruiscono inoltre importanti ponti tra la dimensione locale ed europea degli avvenimenti che hanno caratterizzato in modo determinante una parte del 20° secolo.

 

 

 

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