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Bolzano. Domani parte la mostra d’architettura itinerante Dedalo Minosse

10 Maggio 2018

Bolzano. Domani parte la mostra d’architettura itinerante Dedalo Minosse

Gabbiani:l’architettura è una delle attività umane che più incidono sulla qualità della vita quotidiana di tutti gli esseri umani”. 

Domani sarà inaugurata presso la sala Noise del NOI Techpark di Bolzano l’importante rassegna d’architettura itinerante Dedalo Minosse. In un’intervista rilasciata a buongiornosuedtirol Bruno Gabbiani, presidente di ALA – Assoarchitetti ha illustrato alcuni aspetti cruciali legati all’importante mostra.
Presidente Gabbiani, mi parli del mostra itinerante Dedalo Minosse. Questa rassegna di architettura è molto importante ed è conosciuta in Italia e all’estero. Quale è il messaggio cardine della mostra?

L’architettura è una delle attività umane che più incidono sulla qualità della vita quotidiana di tutti gli esseri umani: casa, luoghi di lavoro, attrezzature, edifici e spazi pubblici, ne sono condizionati in misura sostanziale. Del resto tutti i soggetti, dagli Enti pubblici, alle grandi e piccole imprese, ai semplici cittadini, sono stati o saranno, almeno una volta, committenti di qualche opera, grande, piccola o piccolissima che sia.
Quindi la qualità dell’apporto di tutti alle trasformazioni del territorio, anche di quelle piccole e quotidiane e apparentemente prive di effetti, influisce grandemente sull’ambiente nel quale viviamo. Si deve considerare che la qualità dell’ambiente determina il gusto e il senso d’appartenenza di giovani   ed anziani e anche il rispetto e il decoro dei cittadini verso la cosa pubblica e verso la proprietà privata. Quindi l’architettura nel suo insieme ha un grande valore formativo e sociale, un valore che il Premio Dedalo Minosse cerca di mettere in evidenza, mettendo al centro il ruolo e quindi la responsabilità dei committenti e a cascata di tutti gli altri operatori, che da questi ricevono incarichi ed indirizzi.

Bolzano è una città di confine, dove convivono gruppi linguistici diversi. Avete scelto di proporre questa rassegna a Bolzano anche per tale ragione?

Il Premio, dopo l’esposizione iniziale delle opere, che si allestisce ogni due anni nei luoghi palladiani, di Vicenza nell’occasione dell’attribuzione dei premi, organizza due tour, uno in Italia e uno all’estero, mediante i quali la manifestazione è fatta conoscere nel mondo. Esposizioni sono state allestite ormai in tutte le Regioni italiane e in circa venti Paesi di cinque Continenti. In questo panorama così fortemente internazionale, Bolzano è un caso di studio di particolare interesse, per alcune particolarità specifiche. Innanzitutto è la Regione italiana che più ha partecipato al Premio e che ha presentato costantemente le realizzazioni mediamente di maggiore qualità. Ne sono testimonianza i  numerosi riconoscimenti che sono stati attribuiti ai committenti di Bolzano e Provincia, dei quali quello attribuito a Reinhold Messner è soltanto l’ultimo e il più prestigioso.
In questo panorama, a mio avviso, anche la particolarità della coesistenza di due gruppi linguistici diversi, nello stesso territorio, oltre che dell’esistenza di uno statuto amministrativo diverso da quelli del resto del Paese, gioca un ruolo di arricchimento della varietà e della ricchezza dei contributi dei diversi soggetti coinvolti, tra i quali sicuramente spicca quello delle Amministrazioni locali, a livello provinciale e comunale.

Quali sono le opere più rappresentative che saranno esposte a Bolzano?

Il Premio espone circa settanta opere realizzate, tra le centinaia che sono state presente al vaglio della Giuria internazionale, della quale nell’ultima edizione ha fatto parte anche un committente locale, Heiner Oberrauch, un imprenditore che è stato premiato nella nona edizione per lo stabilimento Salewa – Oberalp di Bolzano. Per la decima edizione, chiederemo invece a Reinhold Messner di partecipare ai lavori della Giuria. In questa decima edizione spiccano i due premi principali: il Dedalo Minosse, attribuito alla Regione francese Hauts de France, per l’opera The Ring of Remembrance, uno starordinario memoriale deicato a 600.000 caduti di tutti Paesi d’Europa, senza distinzioni di grado e di nazionalità.
Il Premio under 40 è stato invece assegnato ad una committente messicana, la scienziata Lilia Bazan, per la realizzazione di una villa privata in un ambiente selvaggio e di straordinaria valenza paesaggistica, vicino a Città del Messico. I Musei delle Alpi, costituiscono poi una realizzazione straordinaria di Reinhold Messner – ma anche delle Province di Bolzano e Belluno e di alcuni Comuni che ne fanno parte – che ha riscosso l’ammirazione della Giuria e del pubblico, proprio per la perfetta corrispondenza con i principi e gli obiettivi del nostro Premio, che sono quelli di promuovere la qualità dell’architettura e delle trasformazioni ambientali, in questo caso nel difficile panorama alpino. Molte altre sono le opere di grande interesse, provenienti da oltre 50 Paesi, ma non posso purtroppo citarle tutte in questo breve spazio. Sono peraltro tutte esposte alla mostra, che è corredata di un catalogo che le documenta in modo esauriente, assieme alle storie dei rapporti tra committenti e architetti, che le differenziano tutte, una dall’altra.

Inaugurazione
Venerdì 11 maggio 2018, ore 10.30

NOI Techpark, via Alessandro Volta 13, Bolzano

INTERVERRANNO:
NOI Techpark Südtirol/Alto Adige
Dipartimento ai Lavori pubblici Provincia autonoma di Bolzano
Bruno Gabbiani, presidente di ALA – Assoarchitetti
Reinhold Messner, vincitore del Premio Andrea Palladio Italia per i Messner Mountain Museums

Dall’11 maggio – 8 giugno 2018
h. 10.00 -20.00

 

 

Giornalista pubblicista, scrittore.
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