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Un cestino pieno di gioia

28 Marzo 2018

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Un cestino pieno di gioia

Il cestino pasquale appartiene alle tradizioni della solennità di Pasqua, alla più importante delle feste dell’anno liturgico. È il simbolo di un nuovo inizio, della redenzione e della gioia.

Quando Paula Innerbichler, contadina del maso Götschhof a Predoi, prepara il suo cesto pasquale, lo fa con grande cura. Per la contadina le uova che lei stessa dipinge a mano il giovedì santo hanno un grande valore.
Questa usanza rimanda al concetto di “Antlass”: la parola esprime il significato di “indulgenza” o “remissione” dei peccati e risale al periodo in cui, il giorno di giovedì santo, i contadini dovevano pagare le tasse ai loro padroni, sotto forma di uova.“ Le uova “dell’indulgenza” sono tutt’oggi un segno di gloria e fortuna” – dice Innerbichler – “e l’uovo è simbolo di un nuovo inizio e dell’amore.”
Nel cestino di Pasqua deve trovare spazio anche il cren (rafano). Se durante il periodo di Pasqua c’è ancora neve, Paula Innerpichler va a recuperarlo nel suo giardino, lo gratta e lo unisce a panna e mele, perché “se è fresco, ha un sapore ancora più intenso.” Come simbolo di redenzione, non può mancare l’agnello pasquale. Questo viene realizzato con un semplice impasto per dolci o col pan di Spagna. “Noi decoriamo poi l’agnello pasquale con una bandierina come simbolo di trionfo” racconta Paula. La contadina aggiunge al cesto anche un pezzo di speck affumicato. Inoltre va messo anche il pane pasquale oppure una treccia dolce a forma di ciambella. Paula la chiama semplicemente “Kranzl”. Il sale che rappresenta le radici e il sapore della vita, completa per ultimo il cestino.
Per concludere, Paula copre il suo cestino di Pasqua con un pezzo di stoffa a fantasia pasquale e lo porta così riempito in chiesa per la benedizione durante la messa della domenica di Pasqua. “Questa messa è veramente qualcosa di speciale, anche per i bambini” dice Paula. A casa la famiglia si riunisce a tavola e continua i festeggiamenti intorno al cero pasquale. La preghiera prima del pasto e le pietanze benedette hanno un fascino particolare.
Tutti nella famiglia conservano un pezzo di ciò che è stato consacrato, anche il bestiame, in modo che rimanga forte e sano. Paula precisa: “Di ciò che è stato benedetto, non si butta via niente. I gusci delle uova vengono dati alle galline, le mucche ricevono un pezzo di pane. A me piace particolarmente il pranzo di Pasqua, ha un significato speciale. E da questo deriva la gioia.”
Così come la Presidente locale delle donne coltivatrici Paula Innerbichler da Predoi, in molti conservano ancora queste usanze pasquali. E di questo si compiace la Presidente delle donne coltivatrici sudtirolesi Hiltraud Erschbamer.
Celebrare e vivere con consapevolezza è ciò che la presidente si augura con tutto il cuore: “Le tradizioni sopravvivono solo dove vengono “vissute”. Io incoraggio tutti a vivere la nostra cultura e le nostre usanze consapevolmente, con gioia e convinzione, a prendersene cura e tramandarle. Sono convinta che abbiamo bisogno delle nostre usanze, e loro hanno bisogno di noi!”

In foto: il cestino pasquale/© SBO

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