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Jazzfestival Alto Adige, un’edizione da non perdere

16 Marzo 2018

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Jazzfestival Alto Adige, un’edizione da non perdere

Con oltre 50 concerti in 18 diversi comuni e un filo conduttore che quest’anno attraverserà non più una o due nazioni bensì la vastissima regione nord-europea, l’edizione 2018 del Südtirol Jazzfestival Alto Adige si conferma come una grande vetrina per la musica europea innovativa. Diventata ormai un punto fermo nel panorama festivaliero continentale, quest’anno la kermesse jazzistica porterà in Alto Adige dal 29 giugno all’8 luglio una miriade di artisti provenienti da Danimarca, Svezia, Norvegia, Finlandia, Islanda e Paesi baltici. A questi si aggiungono vocalist e strumentisti francesi, tedeschi e italiani nonché, come da consuetudine, alcune formazioni “miste” allestite per progetti legati al Jazzfestival. Il programma dei concerti con la presentazione dei vari gruppi è già disponibile sul sito www.altoadigejazzfestival.com.
L’estate 2018 porterà in Alto Adige la bellezza di oltre 160 musicisti, con il grosso del plotone costituito da artisti che vivono e lavorano nei Paesi scandinavi. “Avendo scelto una regione molto estesa geograficamente e con tante realtà nazionali al proprio interno, è stato inevitabile invitare un numero consistente di gruppi”, spiega Klaus Widmann, presidente e direttore artistico del festival. La curiosità per questa edizione è insomma parecchia, non fosse altro perché così tante formazioni proporranno stili anche profondamente diversi tra loro come pop, rock, noise, rap, elettronica, free jazz o progetti sperimentali. Per l’ennesima volta quindi, il Jazzfestival affronta un viaggio in terre inesplorate: “Vogliamo conoscere e far conoscere il presente e il futuro della scena musicale del Nord Europa”, aggiunge Widmann.
Quest’anno il festival avrà una “quota rosa” particolarmente alta, con diverse “sidewomen” ma anche con bandleader come Maria Faust (sax, Estonia), Hanna Paulsberg (sax, Norvegia), Kadri Voorand (voc, Estonia), Natalie Sandtorv (voc, Norvegia), Hannah Tolf (voc, Svezia) e Anni Elif Egecioglu (voc, Svezia). Merita una menzione in tal senso la formazione tedesca SiEA, una bigband composta esclusivamente da donne – per la precisione dieci.
Come da tradizione il Jazzfestival porterà la sua ottima musica in tutta la provincia. Le location saranno 46 e vanno da strade e piazze agli alberghi, dai parchi urbani alle malghe e baite di montagna, e poi ancora stazioni di funivie, musei e negozi. Non mancheranno le consuete rassegne speciali: l’arte che incontra il jazz al Museion e sui prati del Talvera, cinque appuntamenti per nottambuli nella cantina-spettacolo Sudwerk del Ca’ de Bezzi, il concerto al Rifugio Comici sotto il Sassolungo che vedrà impegnati sette batteristi diretti dal sassofonista finnico Pauli Lyytinen, il jazz party nel parco dell’Hotel Laurin e i grandi vini della Val d’Isarco accompagnati dal jazz del talentuoso pianista e “wine composer” svedese Tuomas A. Turunen, che si esibirà nel Pacherhof di Novacella.
Diverse le new entries tra le location: il capannone della Top Haus a Bolzano Sud, dove tra l’altro sarà anche inaugurato il festival con un concerto dell’Euregio Jazzwerkstatt e di musicisti scandinavi, la cava di marmo di Covelano, il parco tecnologico NOI, la terrazza della Bressanone Turismo Società Cooperativa, il forte di Fortezza, la cava Lieg, il centro culturale Trevi di Bolzano e la pensione Klughammer di Campi al Lago, sulla sponda est del lago di Caldaro che appartiene a Vadena. Posti speciali insomma, per eventi speciali. Oppure, per dirla con il motto del Südtirol Jazzfestival Alto Adige: “News Sounds, Fresh Perspectives”.

In foto: Jazz on the streets    

 

 

 

 

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