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Blocco diesel Euro 3, pochi benefici per l’aria e danni alle PMI

27 Marzo 2018

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Blocco diesel Euro 3, pochi benefici per l’aria e danni alle PMI

Corrarati: “Inquinamento, scelto l’intervento più facile dopo anni di immobilismo sulle vere cause. Piccole aziende penalizzate dal divieto. La Provincia ripristini i contributi per il rinnovo dei veicoli.  

La CNA-SHV esprime forte perplessità per i provvedimenti annunciati dall’assessore provinciale all’Ambiente, Richard Theiner, oggetto di discussione con i Comuni principali, per contenere i continui sforamenti di biossido di azoto nell’aria, che dovrebbero prevedere da gennaio 2019 il blocco dei veicoli diesel Euro 3 e, negli anni successivi, Euro 4 e Euro 5.
“I veicoli diesel Euro 3 – argomenta Claudio Corrarati, presidente regionale della CNA-SHV – sono stati introdotti sul mercato nel 2001, sostituiti dagli Euro 4 nel 2005. Tra le nostre aziende associate, in poche hanno ancora veicoli Euro 3 e di sicuro li utilizzano per lavorare e non per divertimento. Fermo restando che la qualità dell’aria è un bene primario e che occorre intervenire presto e bene, ci chiediamo quali benefici potrà avere l’ambiente dal blocco di pochi veicoli indispensabili alle PMI che li utilizzano, mentre la principale fonte di inquinamento, ovvero l’A22, rimane al suo posto senza nemmeno considerare la nostra proposta di incapsulare il tratto autostradale che attraversa il capoluogo. Tenendo conto che le emissioni dei veicoli Euro 4 sono solo leggermente inferiori a quelle dei mezzi Euro 3, presumiamo che il divieto di circolazione verrà presto esteso a veicoli che hanno una decina di anni di vita e che sono in uso nelle piccole e micro imprese che rappresentiamo. L’impatto economico sulle PMI in tal caso sarebbe decisamente maggiore”.
“Vietare l’impiego dei diesel Euro 3, e in prospettiva Euro 4 e 5 – prosegue Corrarati – sarebbe un grave danno perché non tutte le piccole aziende possono permettersi di cambiare veicoli, tanto più che i contributi per acquistare mezzi aziendali sono stati aboliti. Se la Provincia, d’intesa con i Comuni, vuole imporre i divieti per i mezzi diesel, riattivi gli incentivi per rinnovare il parco mezzi. Ci teniamo a sottolineare che gli autotrasportatori nostri associati sono in massima parte dotati di mezzi nuovi e poco inquinanti. Semmai sono i concorrenti rivali, che entrano nel mercato altoatesino con offerte low cost, ad avere in dotazione veicoli vetusti e inquinanti”.
Secondo il presidente della CNA-SHV “l’impressione è che siano trascorsi 17 anni dall’ingresso sul mercato dei diesel Euro 3, c’era tutto il tempo per apporre divieti se davvero fossero questi veicoli la causa principale degli sforamenti di biossido di azoto. Invece per 17 anni c’è stato immobilismo nei confronti delle vere fonti di inquinamento come l’autostrada e la viabilità interna del capoluogo e dei grandi centri come Merano, Bressanone e Laives. Così oggi, pur di intervenire, si adotta la soluzione più facile, ovvero vietare i veicoli diesel, con il rischio di penalizzare fortemente gli operatori economici”.

In foto: Claudio Corrarati, presidente della CNA-SHV

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