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Lega? L’intervista a Massimo Bessone

15 Febbraio 2018

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Lega? L’intervista a Massimo Bessone

Abbiamo raggiunto Massimo Bessone, candidato e numero uno della Lega in Alto Adige. Tra secessione, paracadutismo politico e molto altro ci ha raccontato come prosegue la sua campagna da “candidato lavoratore” di una partito che punta al governo nazionale.

Allora Bessone, come va questa campagna elettorale?

Bene, grazie. Difficile far collimare gli impegni privati, quelli lavorativi e quelli politici, ma io, come ogni militante e sostenitore della Lega ce la stiamo mettendo tutta. Sappiamo benissimo che i collegi dell’Alto Adige vengono dati come certamente vincenti dal duo SVP – PD, ma questo ci stimola a fare di più, a dare il 110%. Il nostro compito primario è quello di portare più voti possibili a Matteo Salvini ed alla Lega, tutto il resto se verrà, bene, altrimenti nessuna delusione.

La trova anche lei “più cattiva” delle altre e priva di veri contenuti?

No, la politica è sempre stata così ed è un ambiente duro. Piuttosto la trovo ricca di promesse e vedo molti imbonitori alla TV.

Euro o non euro, la Lega cosa dice, la linea è quella di Borghi Aquilini in toto?

Stimo molto Borghi e come Lei, ho avuto il piacere di ascoltarlo a Laives, come in altre occasioni. Credo che ognuno di noi dovrebbe ascoltarlo almeno una volta nella vita, Claudio con parole semplici sa insegnare grandi concetti. Io da giovane speravo che tutti i mali dell’Italia venissero curati con l’entrata in Europa con il passaggio all’Euro. Ora ci troviamo con più problemi di prima.

Domanda di filosofia politica. Esiste ancora la Lega Nord o la nuova Lega si rivolge ad elettori diversi?

La nuova Lega si rivolge alla maggior parte degli elettori di prima e a tanti altri. Il nuovo corso ha capito che il nemico non è il meridionale, ma lo spreco, la mancanza della certezza della pena, la mancanza di sicurezza, la mancanza della legittima difesa dei cittadini, ecc., ecc. Tutti uniti contro problemi comuni. Qui tutto il Paese va a rotoli, da nord a sud. Se non vinciamo il 4 Marzo, sono seriamente preoccupato per il Paese.

La parola secessione pare sia stata sostituita dal vocabolo autonomia. Vale anche per l’Alto Adige?

Assolutamente sì. Per quello che mi riguarda, in Alto Adige più che altrove! Per me le parole magiche sono federalismo ed autonomia, il centralismo porta solo sprechi.

In queste ore rimbalza molto la candidatura di un vostro consigliere comunale di Bolzano nel Lazio. Come Lega altoatesina che dite?

Io sono il commissario della Lega altoatesina, come siano gestiti i posti riservati nei collegi del resto d’Italia al gruppo giovani nazionale non mi riguarda, i “Giovani Padani” sono una cosa a parte con un loro commissario nazionale, Andrea Crippa, una persona che stimo molto. Vedo il tutto come un’opportunità in più per l’Alto Adige. Non abbiamo collegi vincenti in Alto Adige, vedremo di portare la voce delle nostre valli in un’altra maniera a Roma. A me interessa solo che il militante in questione lavori in provincia per far vincere la Lega e Matteo Salvini, e mi sembra che si stia impegnando molto.

Ma è vero che anche Bessone, numero uno della Lega altoatesina, non fosse a conoscenza della questione?

A me è stato detto che ci sarebbe stata la possibilità di una candidatura del commissario dei giovani padani altoatesino in un altro collegio. Basta. Le ripeto, io ho tanto lavoro e tante cose a cui pensare, di cui occuparmi.

Siamo franchi, candidare su più collegi è strategicamente legittimo, ma non stride dopo aver abbondantemente criticato la Boschi?

La Boschi e Bressa sono stati candidati in Alto Adige all’uninominale, togliendo collegi sicuri agli Altoatesini! Impedendo di portare la voce ed i problemi del gruppo linguistico italiano a Roma, nel Parlamento. Il nostro militante è stato candidato in un proporzionale, dietro a persone del luogo ed andrà a Roma unicamente se chi davanti a lui ce la farà. Non vedo grosse similitudini tra le due situazioni.

In foto: Massimo Bessone

Giornalista pubblicista, originario di Bolzano si occupa di economia, esteri, politica locale e nazionale
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