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Le guide e accompagnatori turistici dell’Alto Adige entrano nell’Unione Unione commercio turismo servizi come nuova categoria professionale

10 Febbraio 2018

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Le guide e accompagnatori turistici dell’Alto Adige entrano nell’Unione Unione commercio turismo servizi come nuova categoria professionale

“Ricopriamo un ruolo centrale per la vivibilità dell’Alto Adige”

Nell’Unione commercio turismo servizi Alto Adige è recentemente entrata una nuova categoria: si tratta dell’Associazione delle guide e degli accompagnatori turistici dell’Alto Adige, che vanno a inserirsi nel settore dei prestatori di servizi già presente nell’Unione. “Per la nostra associazione l’inclusione di questa nuova categoria rappresenta un arricchimento che, tra le altre cose, ribadisce ancora una volta la varietà del settore dei servizi in Alto Adige”, afferma soddisfatta la presidente dei prestatori di servizi nell’Unione Barbara Jäger.
L’Associazione delle guide e degli accompagnatori turistici dell’Alto Adige è stata fondata nel 1991 e conta oggi circa 160 iscritti di tutte le parti della provincia. “Già 20 anni prima dell’introduzione dell’albo delle guide e accompagnatori turistici, le guide dell’Alto Adige dovevano sostenere un impegnativo esame di abilitazione”, riferisce la presidente dell’associazione Petra Überbacher. La legge provinciale 21/2012 introdusse questo esame in via definitiva, definendo quindi chiaramente la figura professionale della guida e accompagnatore turistico. “In questo modo gli ospiti hanno la garanzia di essere informati circa la storia, la politica, l’arte, le bellezze naturali, gli usi e i costumi, la geologia e la gastronomia dell’Alto Adige in maniera completa e corretta. Vengono inoltre organizzati regolari eventi formativi per mantenere gli iscritti informati sulle novità normative. Ogni tre anni si tiene invece il simposio delle guide turistiche di Tirolo, Alto Adige e Trentino”, spiega Überbacher.
Le guide e gli accompagnatori turistici dell’Alto Adige portano sempre con sé una tessera rilasciata dalla Provincia con la quale dimostrare la propria qualifica in caso di controlli. In sua assenza, infatti, sono previste severe sanzioni sia alle cosiddette guide turistiche che ai loro datori di lavoro. “Avviene di continuo che persone incompetenti e non qualificate si presentino come guide e accompagnatori turistici”, sottolinea Überbacher.
“Le guide e gli accompagnatori turistici trasmettono agli ospiti, ma anche agli stessi altoatesini, la propria serenità, calma e rilassatezza in un mondo altrimenti spesso stressante. Condividono le esperienze con le persone accompagnate, non si limitano a trasmettere esclusivamente dati e fatti. Si presentano come anfitrioni competenti e giocano un ruolo fondamentale per la vivibilità dell’Alto Adige. Si può dire che suscitano l’entusiasmo per l’Alto Adige”, sottolinea la presidente Überbacher.
“Per l’Alto Adige la categoria delle guide turistiche è di enorme importanza, perché l’impressione che i turisti si fanno della nostra provincia dipende in gran parte da come vengono loro presentate la cultura, la storia, la natura e le tradizioni, ma anche le emozioni. Come in tutti i settori dei servizi, anche in questo comparto servono persone altamente qualificate con un background culturale vasto e solido”, aggiunge Jäger.
Attualmente, nell’Unione, il grande gruppo dei prestatori di servizi riunisce undici categorie e associazioni professionali: prestatori di servizi per eventi, prestatori di servizi IT e internet, amministratori condominiali e immobiliari, emittenti radiotelevisive, agenzie viaggi, mediatori, consulenti aziendali, editori, pubblicitari, bike guide e interpreti.

In foto: il direttivo

 

 

 

 

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