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Skitour e freeride, le guide alpine insistono sulla prudenza

12 Gennaio 2018

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Skitour e freeride, le guide alpine insistono sulla prudenza

I consigli degli esperti: valutare bene la situazione valanghe, dotarsi sempre di attrezzatura di emergenza, divertirsi ma con responsabilità

Pendii innevati, cielo blu: in questi giorni si avvera il sogno di gran parte di quanti praticano freeride e skitour. Ma le guide alpine e sci-escursionistiche dell’Alto Adige richiamano tutti alla prudenza. “Senza una conoscenza dettagliata della situazione valanghe, senza la necessaria esperienza e senza l’attrezzatura di emergenza nessuno dovrebbe avventurarsi all’aperto”, avverte Erwin Steiner, il responsabile della Commissione tecnica delle guide alpine e sci-escursionistiche.

La neve fresca in grande quantità offre infatti condizioni ottimali ma nasconde anche un pericolo enorme, per cui è richiesta una particolare attenzione verso la situazione delle valanghe. “Controllare il bollettino valanghe dell’area che si vuole affrontare è un imperativo – conferma Steiner – tuttavia il bollettino può offrire solo un’informazione globale, che non sostituisce la valutazione sul singolo pendio.” Per questo è importante, aggiunge, avere nel gruppo di escursionisti qualcuno con la necessaria esperienza e il necessario know-how, che sia in grado di valutare esattamente la situazione valanghe in loco.

E anche in questo caso è essenziale mantenere occhi e orecchi ben aperti e affidarsi al proprio istinto: “Non serve a niente seguire orme visibili sul terreno, perché offrono una sicurezza ingannevole: quante più persone sono presenti nell’area, tanto maggiori sono il peso che comprime la coltre nevosa e quindi anche il pericolo”, spiega il responsabile tecnico delle guide. Steiner ricorda inoltre che il 95% delle valanghe che colpiscono i praticanti di sport invernali sono provocate da loro stessi: “Per questo è fondamentale mantenere durante la salita una distanza minima di 10 metri dalla persona che ci precede, scendere singolarmente e fermarsi solo in punti sicuri”, sottolinea Steiner.

Essere dotati di un’attrezzatura standard di emergenza quando ci si muove fuoripista – e quindi di ARTVA, sonda e pala – dovrebbe essere scontato. “Un corso specifico per esercitarsi su come comportarsi in caso di valanga è una necessità che in casi estremi può salvare la vita, perché le possibilità di sopravvivenza restano maggiori nel caso di un rapido recupero del compagno di escursione”, ricorda la guida alpina. Fondamentalmente l’esperto raccomanda un atteggiamento cauto a chi pratica skitour e freeride: “La prudenza è un’assicurazione sulla vita e non rovina certo il divertimento nella natura”, conclude Steiner.

Foto/c-Erwin Steiner

 

 

 

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