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Merano. Enzo Nicolodi racconta i segreti dell’Iran

9 Gennaio 2018

Merano. Enzo Nicolodi racconta i segreti dell’Iran

Premio speciale in onore di Gigi Bortoli 

Lunedì, 8 gennaio è partita presso l’Urania la 33° edizione della rassegna di “on the road again”. Ad inaugurare le danze è stato Enzo Nicolodi, che assieme a Harry Reich nel lontano 1985 inventò la rassegna di racconti e di viaggi, che ormai è un appuntamento fisso per i meranesi. La rassegna di quest’anno però sarà anche caratterizzata da un premio in denaro, libri e buoni per corsi all’Urania assegnato all’autore del migliore reportage di viaggio. Un premio in onore di Gigi Bortoli, un personaggio storico di Merano, che fin dagli esordi dell’iniziativa l’ha sostenuta come giornalista e acuto osservatore.

Presso la sala Anton affollatissima nonostante l’ora, Enzo Nicolodi ha saputo proporre un excursus geografico e culturale lungo le tappe più significative del suo ultimo viaggio in questo Paese mediorientale, a novembre del 2017, come Bandar e Turkman, città fra le prime ad essere invase dai mongoli di Tamerlan alla fine del 1300, catturando l’attenzione del pubblico fino alla fine dell’incontro. Per quanto a maggioranza musulmana schiita, in Iran non mancano altre religioni, come gli zoroastriani, della città di Yazd, presso la roccia di Chak Chak, località proprio al centro del Paese, ricorda l’intellettuale. Il nome deriva dalla leggenda della principessa persiana che, nell’urgenza di nascondersi dagli invasori arabi sentì uno sgocciolio d’acqua che faceva questo rumore, e si rifugiò in questa montagna.

In Iran però vi sono anche cristiani nestoriani, ricorda ancora Nicolodi, per il quale il Paese dei grandi deserti, dei colori variegati (come il violetto dei fiori dello zafferano, o dei lunghi abiti femminili) continua ad essere un mondo da scoprire. È anche un Paese che ha molti problemi con la democrazia e i diritti umani, rammenta Nicolodi. Insomma, un mondo ricco, dove a sud troviamo i nomadi Baktari e Cochtal, ma anche molti profughi provenienti dal Pakistan e Afghanistan. Un Paese che merita essere visto con un’ermeneutica diversa dal solito.

 

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