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Bolzano. “Sempre imprevedibile la montagna, ma gli escursionisti non vanno scoraggiati”, avverte Messner

9 Gennaio 2018

Bolzano. “Sempre imprevedibile la montagna, ma gli escursionisti non vanno scoraggiati”, avverte Messner

di Pinuccia Di Gesaro
Sempre viva l’impressione destata dalla morte di Petra Theurer e la figlia Mia di 11 anni, turiste germaniche che mercoledì scorso – 3 gennaio – sciavano fuori pista nel comprensorio di San Valentino alla Muta, in Val Venosta. Proseguono le indagini della Procura di Bolzano coordinate dal Procuratore capo Giancarlo Bramante che ha condotto un sopralluogo sul posto. Insieme ai Carabinieri ha effettuato una ricognizione nel corso della quale sono state scattate immagini e girati filmati giudicati utili a valutare la situazione degli strati nevosi. Una questione nodale da appurare è se la responsabilità del distacco nevoso sia da attribuire a qualche sciatore appartenente a comitive che in quel momento stavano percorrendo fuoripista il versante o se invece il distacco sia avvenuto per cause altre e dunque non imputabile a errore umano. Un aspetto è certo mercoledì le condizione meteo erano particolarmente proibitive, il pericolo valanghe era alto, il vento era forte con raffiche che sfioravano i 100 Km orari. Come atto dovuto, sono stati iscritti sul registro degli indagati tutti i membri della comitiva che si trovava sul posto.

Ma sciare fuori pista non costituisce con tutta evidenza un rischio concreto per il distaco di masse nevose come quella che è costata la vita alle due turiste mercoledì scorso, è in buona sostanza la domanda che il Corriere dell’Alto Adige pone a Reinhold Messner. “Io non sono per vietare, ma per dare le conoscenze giuste e far capire a tutti i rischi e le attenzioni che occorre praticare- risponde il re degli ottomila, aggiungendo però una precisazione di fondamentale rilevanza. Premesso che per chi va in montagna è indispensabile avere gli strumenti conoscitivi, “culturali” è la parola da lui usata, che permettano di affrontare la natura con consapevolezza, dice però anche che la montagna riserva pur sempre una percentuale di rischio. Quali misure, attenzioni, precauzioni a questo punto? La domanda, evidentemente,  resta aperta.

Foto, Reinhold Messner, non ama le ciaspole, “scarponi e basta”

 

Giornalista, scrittrice, editore.
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