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Brunico. Eros&Thanatos – ancora fino al 10 dicembre resterà aperta la mostra presso il Museo Civico della città

3 Dicembre 2017

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Brunico. Eros&Thanatos – ancora fino al 10 dicembre resterà aperta la mostra presso il Museo Civico della città

Eros, dio dell’amore fisico, e Thanatos, dio della morte, s’incontrano in una mostra dei due artisti
pusteresi Othmar Treffer e Andreas Zingerle al Museo Civico di Brunico:

Eros, sensuale, la passione che gode la vita, e Thanatos, la morte, l’annientamento che distrugge la vita: due temi contrapposti, scultura e pittura, due artisti: Othmar Treffer e Andreas Zingerle. Entrambi gli artisti lavorano in modo minuzioso, Othmar Treffer al confine con l‘astrazione, Andreas Zingerle al confine con la mimesi. Treffer si avvicina lentamente, dopo un primo taglio deciso, alla forma che lo soddisfa e la lucida a specchio fino a farle raggiungere un’elevata presenza con una grafica affilata. Zingerle elabora al computer le foto di attentatori scaricate da Internet, ne ritaglia delle sagome e crea, dopo averle più volte spruzzate e ridipinte, delle immagini al limite della sparizione. I contorni sono sfocati, i contrasti deboli. Mentre Treffer, nonostante i diversi formati, porta alla quiete Eros nella pietra levigata, in Zingerle la quiete, nonostante le stesse dimensioni delle immagini, è solo apparente perché il più delle volte gli attentatori non si riconoscono esattamente. Nessun ammiccamento, come nelle allusioni erotiche di Treffer, ma solo deformità, luminosità splendente e gravità. Le vittime, che Zingerle aveva dipinto prima di questa serie, erano ancora chiaramente identificabili. Nella mostra l’erotismo e
l’annientamento non s’incontrano, né nei materiali, né nelle forme, né nella grammatica della presentazione, anche se l’erotismo comporta sempre qualcosa di distruttivo e la morte qualcosa di sessuale.

Markus Pescoller

Othmar Treffer è nato a Brunico nel 1951. Dopo la maturità all’ITI ad indirizzo meccanico ha studiato architettura alla Technische Universität di Vienna. Dal 1976 è architetto libero professionista. Il desiderio originario di studiare arte e psicologia è rimasto inesaudito, ma non rinuncia alla sua passione per l’arte – a 13 anni ha realizzato il suo primo dipinto ad olio ed ha forgiato la sua prima testa in gesso – cui dedica ogni minuto libero. Un’esperienza decisiva si è costituita nel 1972 dall’incontro con Fritz Wotruba (1907-1975) che rafforza in lui il bisogno di modellare. In quel periodo realizza numerosi schizzi e disegni d’ispirazione cubista. Nel 1987/88 si stacca dalla linea cubista per approdare ad uno stile minimalista. Gli abbozzi inizialmente statici e  quasi marziali dominati da forme rigide vengono lentamente sostituiti da altri con contorni più morbidi. Nel suo terzo periodo, che si può definire di espressionismo astratto, le forme si ammorbidiscono ulteriormente mettendo in primo piano l’ideale femminile. Da ultimo si dedica all’arte concreta quale parallelo con la pittura informale. Nel 2005 pone infine mano a martello e scalpello ed inizia a realizzare gli schizzi iniziali. Realizza però anche nuovi disegni. La sua creatività viene sostenuta inoltre dalla sua seconda passione, cui si dedica fin dalla prima gioventù: la fotografia di nudi. Da questi lavori estrae linee e curve per le sue sculture. Recentemente si occupa particolarmente di tre temi: le maschere veneziane (che durante il carnevale fornivano la possibilità di avviare esperienze erotiche clandestine) secondo le commedie di Carlo Goldoni che interpreta in forme completamente nuove. Il secondo tema riguarda la mistica del Santo Gral: rappresentato con contenitori che non sono in grado di accogliere un contenuto, essi (12 pezzi riferiti ai cavalieri della Tavola Rotonda di re Artù) intendono deviare sulla Terra la saggezza che proviene dall’universo (fungendo da pietra o calice dei saggi che dona vita eterna e massima saggezza). In un terzo tema egli si occupa della sessualità e della fisicità di uomo e donna rifacendosi particolarmente alla rappresentazione di personalità mitiche e arcaiche come Odino, Ercole, Era, Afrodite, Socrate, l’Oracolo di Delfi ecc.

Andreas Zingerle è nato a Bressanone nel 1963. Dal 1993 al 1999 ha studiato all’Accademia di belle arti di Monaco di Baviera. Da allora vive e lavora come pittore e scultore a Perca, ha già vinto tutta una serie di premi ed ha esposto in numerose mostre personali e collettive. Si occupa di lavori bi- e tridimensionali e l’osservatore si trova di fronte nelle sue sculture soprattutto il calcestruzzo. Per la sua composizione e densità questo materiale è il più delle volte in contrasto con la leggerezza degli oggetti quotidiani rappresentati, quali ad esempio capi di vestiario o oggetti gonfiabili. Nasce ad es. una serie che ha per oggetto una bambola di gomma in cui le imitazioni di corpi di plastica gonfiabili divengono istantanee statiche attraverso la deformazioni dei corpi ed alla realizzazione in calcestruzzo. Contemporaneamente si fa riferimento da un confronto dell’artista con il tema del “feticcio” che deriva da un’irrazionale venerazione che diviene problematica per la società solo se ha luogo al di fuori dell’ambito privato e personale, offendendo involontariamente altre persone. Nella sua pittura, come per il grigio del calcestruzzo, i colori trovano un impiego assai limitato e solo come supporto o mescolanza ai toni di grigio. Per quanto l’aspetto delle sue opere risulti pacato, il loro contenuto è vie più provocatorio se osservato da vicino, si pensi ad esempio alle già citate bambole gonfiabili riempite di calcestruzzo, alle sculture dal titolo “Gewürm” (vermi) o alla serie di immagini “Dead People” in cui rappresenta dei giornalisti vittime di guerra. I suoi lavori inducono a meditare, realizzando talvolta ponti fra passato e presente. Entrambi caratterizzati a suo avviso da forti contrasti, sfruttamento indiscriminato delle risorse, conflitti, aggressioni, estrema ricchezza, povertà e ignoranza. Nelle sue opere egli cerca di continuo di rappresentare fenomeni di livellamento che osserva nella formazione, nell’aspetto, nel rendimento ecc.

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