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Approvata la norma di attuazione in merito all’obbligo del bilinguismo per i notai

22 Dicembre 2017

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Approvata la norma di attuazione in merito all’obbligo del bilinguismo per i notai

Dopo lunghe trattative nelle commissioni paritetiche dei 6 e dei 12, nel Consiglio dei Ministri di oggi sono state approvate due norme di attuazione dello statuto speciale. La prima riguarda l’obbligo del bilinguismo per i notai e la seconda i cosiddetti standard urbanistici.
Una sentenza della Corte Costituzionale del 2012 ha messo in questione la competenza provinciale sulla pianificazione territoriale e in particolare sui cosiddetti standard urbanistici (linee guida sulla costruzione come densità edilizia, altezza, parcheggi, e distanze in edilizia).

Soprattutto per quanto riguarda le distanze in edilizia si è creata una situazione di incertezza giuridica, visto che lo stato ha continuato ad insistere sul rispetto del decreto ministeriale del 1968 che prescrive di regola una distanza di 10 m. Il ministero delle infrastrutture si è ritenuto competente a fissare gli standard e le regole sulle distanze in edilizia, perché in materia civile sarebbe competente solamente lo stato.

Con la norma di attuazione oggi approvata si risolve questo conflitto tra la competenza della provincia sull’urbanistica e la competenza statale sul diritto civile e quindi sulle distanze in edilizia. Si riconosce che gli standard urbanistici sono solamente di competenza provinciale, ma per quanto riguarda le distanze in edilizia è da rispettare la giurisprudenza della Corte Costituzionale, vale a dire che si può prescinderedalla distanza prescritta di 10 m, se ricorrono validi motivi urbanistici e se queste deroghe sono previste nel piano urbanistico, nel piano di attuazione o nel piano di recupero.

La seconda norma di attuazione riguarda l’obbligo del bilinguismo per i notai. Una norma di attuazione dell’anno 1988 la prevede per tutti i notai con sede in Alto Adige.

Però con la liberalizzazione operata dal governo Monti nel 2012 e la legge di concorrenza di quest’anno, è stata riconosciuta la possibilità per i notai con sede in Provincia di Trento, dove non vale l’obbligo del bilinguismo, di autenticare contratti anche in Alto Adige. Inoltre è stata addirittura riconosciuta la possibilità di aprire una sede secondaria in Alto Adige, anche in assenza dell’attestato del bilinguismo. In questo modo sarebbe stato violato il diritto all’uso della madrelingua. Il notaio deve capire e saper spiegare casi complessi, il che richiede, se si tratta di controparti di madrelingua tedesca, una conoscenza approfondita della lingua. Con la presente norma di attuazione si prevede quindi, che per poter effettuare il lavoro del notaio in Alto Adige, e per poter aprire sede secondarie nel territorio della Provincia, sia richiesto l’attestato del bilinguismo.

“Si tratta di due norme di attuazione che contribuiscono al rafforzamento dinamico della nostra autonomia. In questa legislatura sono state approvate 18 norme di attuazione, e seguiranno altre due. È un record assoluto e siamo pertanto molto soddisfatti.”, così Karl Zeller, capogruppo del gruppo per le Autonomie al senato e membro di entrambe le commissioni paritetiche sin dal 1994.

In foto: il presidente del Consiglio dei ministri, Paolo Gentiloni

 

 

 

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