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Merano. Giovani stranieri: un progetto specifico per aiutarli a integrarsi

25 Novembre 2017

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Merano. Giovani stranieri: un progetto specifico per aiutarli a integrarsi

L’Amministrazione comunale – con i fondi nazionali pervenuti qualche mese a Merano quale Comune virtuoso nell’accoglienza dei profughi – intende dare continuità all’impegno assunto per favorire l’avvicinamento e l’inclusione dei giovani stranieri accolti in città sostenendo un progetto che proponga specifiche attività culturali, formative e aggregative. Tale progetto potrà essere presentato e attuato da un unico soggetto o da più soggetti in rete tra loro.

“Non si tratta di elargire un contributo, ma di un vero e proprio incarico triennale per il periodo 2018–2020 e di un budget di 18.000 euro che verranno attribuiti dopo una necessaria e regolamentata indagine di mercato alla quale verranno invitati tutti i centri giovani e le associazioni meranesi che lavorano con e per i giovani sul territorio comunale”, ha chiarito il vicesindaco Andrea Rossi. I giovani beneficiari del progetto dovranno avere un’età compresa tra i 14 e i 25 anni e dovranno essere sia di origine straniera che locali. Questo proprio per creare un comune percorso di vera e reciproca interazione e conoscenza. Il progetto sarà scelto da una commissione composta dalle due direttrici dell’Ufficio giovani e dell’Ufficio affari sociali, rispettivamente Alice Bertoli e Sabine Raffeiner, dal presidente della Consulta giovani Daniele di Lucrezia e dal presidente della Consulta stranieri Diaby Bassamba.

“Il 16% dei nostri concittadini – ha spiegato ancora Rossi – sono di origine straniera: ciò vuol dire ormai più di 6.000 meranesi. Una cittadina nella città. Siamo a questo punto giunti alla seconda generazione, alla presenza cioè nel nostro comune di bambini, adolescenti e giovani che, pur avendo genitori stranieri, sono nati a Merano e che in ogni caso frequentano le nostre scuole o hanno trovato qui occasioni di lavoro e di crescita personale. Una parte di loro trova nelle strutture dedicate ai giovani (centri e associazioni, anche sportive) un momento importante di socializzazione, inclusione e partecipazione accanto all’essenziale e prioritario percorso scolastico”.

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