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Bolzano. Prevenzione, formazione e controlli al centro dell’iniziativa sindacale

15 Novembre 2017

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Bolzano. Prevenzione, formazione e controlli al centro dell’iniziativa sindacale

Convegno sindacale CGIL/AGK – SGBCISL – UIL-SGK – ASGB oggi a Bolzano.

“Bene questa assemblea unitaria sul tema della sicurezza sul lavoro – dice Toni Serafini, segretario generale della UIL-SGK di Alto Adige Südtirol – nell’ambito dell’iniziativa nazionale che si svilupperà in tutte le regioni italiane e che culminerà il 19 gennaio a Marghera (Venezia), con la riunione nazionale dei Rappresentanti (RLS) di UIL CGIL CISL, sui temi della sicurezza sul lavoro, per noi centrale e prioritario”.
I dati riguardanti gli infortuni sul lavoro, in particolare quelli gravi e mortali, e le malattie professionali, purtroppo sono in netto peggioramento, anche in relazione alla diminuzione delle ore lavorate. Pertanto, come sottolineato dal Presidente della Repubblica Mattarella, le iniziative da porre in atto sono ancora più urgenti e necessarie, e per questo serve prevenzione, formazione e controlli.
“Siamo profondamente convinti – afferma Serafini – che se veramente si vuole affrontare questa tragica piaga del lavoro, bisogna lavorare a 360 gradi, far leva anche sulla coscienza, sulla conoscenza e sulla cultura degli individui, dei lavoratori e degli imprenditori per far diventare centrale la “Cultura della Sicurezza” che si articola nei livelli di Prevenzione – Formazione – Controlli.
Prevenzione, vuol dire innanzitutto conoscenza degli strumenti di sicurezza da usare sui posti di lavoro. Conoscere spesso vuol dire salvarsi da infortunio grave o meno grave. Il ragionamento vale anche in casa. Ricordiamo che gli infortuni delle casalinghe sono una grande piaga: scivolate sui tappeti, cadute da scale, cadute in cucina, in bagno e sul balcone.Formazione, vuol dire dare gli strumenti ai lavoratori e lavoratrici per difendere al
meglio la propria integrità psicofisica. Nella formazione svolgono un ruolo molto importante i Bilaterali per la Sicurezza di edilizia e artigianato a supporto anche alle aziende come verifica e consulenza.
Controlli, riteniamo questi da parte degli Enti Pubblici un altro tassello importante, soprattutto per quelle aziende e imprenditori che non mettono al centro la persona, ovvero il primo valore dell’azienda.
Se sulla prevenzione e formazione in provincia di Bolzano i risultati sono buoni, non altrettanto si può dire dei controlli, lamenta il Segretario bolzanino.
Per una lotta seria e coordinata contro il lavoro nero e per la sicurezza sui posti di lavoro, è indispensabile disporre di un maggior numero di ispettori del lavoro. “È da anni – lamenta Serafini – che chiediamo alla Giunta provinciale di aumentare in maniera significativa l’organico degli Ispettori del Lavoro, richiesta che ribadiamo con forza e convinzione anche oggi. Potenziando gli ispettori del lavoro si potrebbe sicuramente fare un’opera più incisiva di prevenzione e di lotta contro il lavoro nero, che ricordiamolo, oltre ad essere sfruttamento dei lavoratori, è anche evasione fiscale e previdenziale, e inoltre concorrenza sleale per quelle aziende che correttamente si attengono alle normative. Ruoli, responsabilità chiare tra lavoratori, datori di lavoro e enti pubblici di controllo”.
Ricorda ancora il Segretario della UIL che quando nel 2010 l’allora Ministro del Lavoro Cesare Damiano fece assumere ben 1.400 ispettori nelle Regioni a Statuto Ordinario, Trento ne assunse otto e Bolzano nessuno. Non si tratta – precisa Serafini – di “bastonare” le aziende, perché aziende serie e virtuose che investono in sicurezza sono molte.
Le tre Confederazioni, dal livello nazionale e coinvolgendo tutti i territori – conclude il Segretario generale – terranno quindi da questo mese iniziative mirate di approfondimento e confronto rivolte ai dirigenti sindacali e ai Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza. L’obiettivo è quello di individuare percorsi d’azione sul territorio e temi per la contrattazione, nonché le sinergie necessarie con gli altri attori della prevenzione, come Inail, Asl, Ispettorato e Regioni, in un contesto generale che ancora non vede una organica Strategia Nazionale di Prevenzione.

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