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Raccolta degli indumenti usati Caritas: un aiuto, in Alto Adige, per le persone bisognose

11 Ottobre 2017

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Raccolta degli indumenti usati Caritas: un aiuto, in Alto Adige, per le persone bisognose

L’11 novembre la Caritas raccoglierà, come ogni anno, indumenti usati, biancheria, borse e scarpe per fare del bene. In molte parrocchie si comincerà con la raccolta già alcuni giorni prima, in modo che i sacchi gialli possano essere caricati e trasportati per tempo nei punti di raccolta. Per la prima volta lo smistamento e la preparazione per la successiva vendita di una parte dei vestiti tolti dai nostri armadi avverrà nel nuovo centro di smistamento Revitatex a Egna. Il ricavato sarà messo a disposizione delle persone bisognose del nostro territorio: sarà utilizzato per il volontariato, per il lavoro nel servizio Hospice, per la Consulenza Debitori, per i progetti di integrazione nel mondo del lavoro e per il fondo di solidarietà per persone in difficoltà. Con il dono degli indumenti usati sarà così dato un sostegno prezioso, in Alto Adige, a donne, uomini e bambini in stato di bisogno. Circa 3.000 volontari si sono già resi disponibili ad aiutare in prima persona, ma per i diversi posti di carico distribuiti sul territorio nel giorno della grande raccolta si stanno ancora cercando persone desiderose di mettersi in gioco. Uomini e donne che hanno intenzione di dare il loro contributo sono invitati a rivolgersi alla Caritas.

La motivazione di sostenere con la raccolta degli indumenti i bisognosi dell’Alto Adige spinge ogni anno circa 3.000 giovani e adulti a dare il proprio contributo nell’organizzazione della raccolta. In questi giorni, i volontari, si occupano della distribuzione di 380.000 sacchi gialli della Caritas che da inizio settembre saranno disponibili presso i vari servizi della Caritas, le parrocchie e alcuni esercizi commerciali. L’11 novembre si dovranno raccogliere centinaia di tonnellate di indumenti usati e caricarli per il trasporto. “Avremo bisogno di tutti. Senza la preziosa collaborazione dei volontari la raccolta sarebbe semplicemente impossibile” spiega il coordinatore della raccolta degli indumenti usati Guido Osthoff.

Caritas invita a donare solamente prodotti tessili, scarpe e borse in buono stato. Saranno destinati al mercato globale degli indumenti usati perché la quantità raccolta supera ogni anno notevolmente il bisogno della nostra provincia. Il ricavato sarà utilizzato per sostenere il servizio per il Volontariato, il servizio Hospice, la Consulenza debitori, programmi di integrazione al lavoro e il fondo di solidarietà per le persone bisognose. “I vostri indumenti usati donati diventano così un dono in denaro che servirà per sostenere in Alto Adige persone bisognose di aiuto e assistenza”, spiega il direttore della Caritas Paolo Valente. Con la raccolta e riutilizzo degli indumenti si evita anche di produrre rifiuti, si creano posti di lavoro a livello mondiale e non si sprecano risorse naturali preziose.

Quest’anno, per la prima volta, parte dei vestiti donati sarà smistata direttamente in Alto Adige presso il centro di smistamento Revitatex, da poco aperto a Egna. Grazie al centro fino a 50 persone socialmente svantaggiate troveranno un impiego nell’ambito di progetti di integrazione nel mondo del lavoro. La cernita della restante parte degli indumenti raccolti avverrà invece negli stabilimenti della ditta FWS di Brema e sarà venduta sul mercato mondiale dei vestiti usati. La Caritas riceverà 20 cent a chilo. Tutte e due le aziende si impegnano a rispettare severe linee-guida ambientali e sociali nel processo di riutilizzo degli indumenti usati.

Per la grande raccolta finale di sabato, dove si caricheranno tutti i sacchi sui camion, la Caritas cerca ancora volontari e volontarie disponibili ad aiutare nei diversi punti di raccolta. Chi vuole dare una mano o semplicemente avere ulteriori informazioni può chiamare la Caritas al tel. 0471 304 325 o scrivere a indumentiusati@caritas.bz.it. Per le operazioni della raccolta nelle singole parrocchie saranno i parroci o i responsabili locali a informare la popolazione su tempi e modalità.

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