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Politica social: i like sono desideri…

29 Ottobre 2017

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Politica social: i like sono desideri…

Nel 2017 la politica viaggia quasi più online che in piazza. Comizi? Meglio il tweet. Volantinaggio? Meglio la pagina Facebook. La lettera al politico di turno? Meglio un commento. Ma ad un anno dalle elezioni provinciali in provincia di Bolzano quali sono i politici più social? In realtà il terreno è paludoso. Prenderemo ad analisi solo Facebook, dato che è il social più “trafficato” ed eviteremo d’ occuparci delle pagine di partito. Tutti odiano Trump ma tutti lo imitano. Infatti i politici locali curano di più la propria immagine rispetto a quella di partito. Una premessa doverosa, i social sono liquidi ed i dati (molto relativi) presi in considerazione, arrivano ad ottobre 2017. Possibile quindi, che qualche politico abbia iniziato da poco e non sia stato analizzato. A like su pagina stravince il presidente della Provincia di Bolzano, ben 16960 e una percentuale d’interazione molto elevata. Ovvero questa percentuale rappresenta i post con relativi commenti generati. Il tutto molto istituzionale ed il partito Svp ben presente. Kompatscher anche su Facebook trasmette serietà e linea di partito e governo. I sudtirolesi paiono apprezzare. Al secondo posto Andrea Bonazza, di Casapound. La sua pagina personale conta ben 10743 like ed interazioni importanti. Bonazza è molto condiviso, anche qui il politico è megafono del proprio movimento. Al terzo posto Marco Galateo (ora Fratelli d’ Italia) con 9628 like ed interazioni imponenti. Galateo a differenza dei primi due, parte più dal proprio brand. Molte condivisioni “personalizzate”, quasi assenti i richiami al partito (ma l’entrata è fresca). Segue una donna, Ulli Mair. Ottime interazioni e spazio anche a molti commenti in lingua italiana. Si difende anche Urzì, con 4971 like ed attività costante. Seguono il leghista Maturi con 4475 like ed una produzione media notevole. Molti i vedo autoprodotti e condivisi e le foto particolari. Spopolò quella con elmetto, fiumi di critiche ma “pur che se ne parli” è il dogma di chi è sui social. A 4190 like invece abbiamo il candidato alla segreteria Pd Alessandro Huber, il primo che arriva da sinistra. Profilo politico ma con punte di vita personale, un po’ i stile americano democratico. Qualcuno si chiederà, ma Della Ratta? Il socialista non possiede una pagina personale e lavora con la propria bacheca e la presenza nei gruppi. Attivissimo sui social ma forse legato alla vecchia scuola mediatica, la percentuale del pubblicato non porta interazione elevatissima. Della Ratta però rimane uno dei più presenti in rete. Molti like anche per Nevola (Lega) 3634, profilo molto legato al partito seguono Vettori (Lega) con 3470 like ed una veterana come la Klotz, ferma a 3213 like. Marco Caruso con 2752 like si difende bene, mentre il sindaco di Laives, Bianchi, invece si ferma a 2192 like puntando molto più sul proprio profilo, che utilizza alla “repubblicana”. Si va dall’istituzionale alla situazione di vita personale, a qualche riflessione, approccio moderno. Attiva anche l’Artioli, ma più che altro sulla propria bacheca. Approccio più dolce ma ugualmente performante anche quello di Liliana Di Fede, attuale segretaria del Pd. Anche lei, lavora sulla propria bacheca in modo vario e non sempre legato alla sua figura. L’assessore Tommasini ha approccio simile, bacheca con notizie alternate, dallo sport agli appuntamenti istituzionali. Il sindaco di Bolzano invece rimane ancorato al pre social, presente sul cartaceo, poco in rete. Un giovane assessore come Gennaccaro conta una pagina da 1549 like ma punta più sul diario variegato, si passa dalla foto in vacanza a quella istituzionale. I dati sono liquidi e tra qualche mese tutto cambierà, saranno molti i risvegli politici latenti. In questi giorni anche Staffler (l’altro candidato alla segreteria Pd) pare aver accelerato ma quel che colpisce di più è il Movimento 5 Stelle, non cosi attivo come a livello nazionale. Attiva sulla propria bacheca la consigliera Fortini, presente anche in vari gruppi ma dai pentastellati forse ci si aspetterebbe qualcosina in più. Vero che a Trump i social hanno portato circa il 12% di voti in più (uno studio BBC) ma il virtuale non è tutto, certo nel 2017 i giovani dai 18 ai 27 anni cercano informazioni al 70% sui social, e la percentuale è destinata a salire anche per chi è più maturo. Ovviamente esser presenti sui social non basta, un politico deve far anche altro ma aiuta. Berlusconi, il più mediatico, sfruttò moltissimo la parte show, lo stesso Renzi è molto social ed ovviamente Trump. Il quale utilizza i tweet perfino in piena crisi del Pacifico. Lo show piace agli elettori? A parole no, in pratica anche nell’antica Roma i giochi al circo erano considerati gretti, ma non si trovava mai posto…Sono molte le persone che leggono prima i social e poi i giornali, un bene od un male? Nessuno può dirlo, bisogna solo prender atto d’esser all’interno di un grande mutamento mediatico. Il tempo-facebook è particolare, un post è “vecchio” dopo otto ore circa (quanto il pubblicato azzera quasi le interazioni) ed una settimana rappresenta una vera e propria era geologica. Piccola nota: assenti anche le pagine personali dei giornalisti, in altre città italiane invece spopolano. Ma torniamo alla politica. Da qui al 2018 molto cambierà e saranno molti i politici che tenteranno l’avventura partendo da una massiccia campagna social. Attenzione però, i like possono esser come le sirene…e non tramutarsi in voti.

Giornalista pubblicista, originario di Bolzano si occupa di economia, esteri, politica locale e nazionale
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