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Conferita a Manlio Longon la Cittadinanza Onoraria di Bolzano

14 Ottobre 2017

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Conferita a Manlio Longon la Cittadinanza Onoraria di Bolzano

Attestato di ammirazione della comunità cittadina e grata riconoscenza per la sua condotta di opposizione e resistenza alla dittatura nazista

Si è svolta stamane in municipio a Bolzano la cerimonia ufficiale di conferimento della Cittadinanza Onoraria a Manlio Longon, martire della Resistenza, alla presenza della famiglia e delle autorità comunali. Il Sindaco Renzo Caramaschi nel suo intervento nella Sala Consiliare del palazzo municipale ha sottolineato che la Cittadinanza Onoraria è stata attribuita a Longon  “quale attestato di ammirazione della comunità cittadina e grata riconoscenza per la sua condotta di opposizione e resistenza alla dittatura nazista.
La sua memoria per tutti, soprattutto per i giovani, rappresenta un virtuoso modello da perseguire per sviluppare una società nel nome dei valori democratici contro ogni degenerazione dittatoriale; ricordare la sua azione, finalizzata al bene della comunità indipendentemente dal gruppo linguistico, non può che rafforzare i capisaldi della convivenza nel nostro territorio.
La cerimonia alla presenza della figlia Mila e dei familiari di Manlio Longon è che ha visto la presenza tra le varia autorità cittadine anche del vice Sindaco Christoph Baur e dei rappresentanti della Giunta e del Consiglio comunale, si è aperta con una prolusione storica a cura di Carlo Romeo che ha ricordato la figura di Longon ripercorrendone la vita e l’impegno nel CLN di Bolzano fino alla sua tragica fine. La cermionia è proseguita poi presso la Collina dei Saggi al parco Firmian ove è stata affissa ufficialmente una targhetta all’albero piantato in omaggio a Manlio Longon.  Bolzano infatti dedica ai saggi che hanno avuto profondi legami con la città, questo luogo della memoria “perché la sapienza sappia risvegliare in ogni cittadino la passione per l’umanità”.
“Longon -ha detto il Sindaco Caramaschi- è stato un grande democratico che con intelligenza e coscienza dei rischi che correva, ha sacrificato la propria vita per i tanti inerti che si sono fatti trascinare dalla storia affinchè potessero poi ritrovare la democrazia. La Cittadinanza Onoraria a Manlio Longon non è solo un atto di fede nella democrazia, ma un atto dovuto nei confronti suoi e della sua famiglia. Assieme agli altri “saggi” che la Città di Bolzano ricorda, da Mayr Nusser a Manci, un omaggio convinto e partecipato a coloro che hanno combattutto le varie dittature e hanno contributo veramente alla rinascita della Città. Longon – ha concluso il primo cittadino- ha lasciato il segno come gli altri grandi personaggi che hanno dato coscienza civica alla Città di Bolzano e che sono un punto di riferimento per lo sviluppo democratico di tutti noi”. Da segnalare che la cerimonia alla Collina dei Saggi è stata impreziosita dall’ intervento musicale di alcuni allievi della classe di Musica Elettronica del Conservatorio “Claudio Monteverdi”.

Note biografiche
Manlio Longon (Padova, 1º gennaio 1911 – Bolzano, 31 dicembre 1944)
Dopo la laurea in economia e commercio all’Università degli studi “Ca’ Foscari” di Venezia, fu assunto dalla Magnesio di Bolzano. L’impresa era considerata di interesse bellico, e pertanto Longon fu esonerato dal servizio militare durante la seconda guerra mondiale.
Dopo l’8 settembre 1943 fu tra i promotori della resistenza e fu presto messo a capo del CLN di Bolzano. L’attività del CLN Zona Bolzano fu caratterizzata dall’essere la provincia parte della Zona d’Operazione delle Prealpi, e quindi di fatto annessa alla Germania. Molto attivo fu nell’assistenza agli internati nel Lager di Bolzano A metà del dicembre 1944 Longon cadde nelle mani della Gestapo. Fu impiccato nella sua cella il 31 dicembre 1944, dopo giorni di torture.

Dirigente d’industria dalle superiori doti di mente, di cuore e di carattere, subito dopo l’armistizio, in situazione ambientale particolarmente difficile, organizzò e, per oltre quindici mesi, condusse la Resistenza fra quanti, senza distinzione di gruppo etnico, anelavano nell’ambito della Patria comune, libera e indipendente, a illuminate istituzioni di vita pubblica, per una democratica convivenza civile delle genti di confine. Capo del C.L.N. locale, con gravissimo rischio personale ne costituì le forze partigiane e concorse ad alimentare di uomini e mezzi le formazioni combattenti delle zone limitrofe; oltre il dovere e per virtù di esempio, partecipò coraggiosamente alla guerriglia; soccorse internati, favorì evasioni dai campi nazisti. Arrestato su vile delazione, con fede di apostolo antepose allo struggente richiamo degli affetti familiari l’appello del patrio ideale; irriducibile a intimidazioni e allettamenti, inflessibile alle torture, dopo quindici giorni di martirio soggiacque, in morte oscura e gloriosa, alla brutalità del nemico, vinto nella fragilità della carne, vittorioso nella radiosa nobiltà dello spirito.

In foto: la consegna della Medaglia della Città di Bolzano

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