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Bolzano. Dolore dell’Alto Commissariato della Nazioni Unite per la morte di Adan, definsce illeggittima la circolare provinciale

9 Ottobre 2017

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Bolzano. Dolore dell’Alto Commissariato della Nazioni Unite per la morte di Adan, definsce illeggittima la circolare provinciale

 

L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) esprime profondo dolore per la morte di Adan, un bambino iracheno di 13 anni affetto da disabilità, avvenuta ieri a Bolzano, e chiede che vengano chiarite le responsabilità nella gestione dell’accoglienza a livello locale. L’Unhcr chiede inoltre che venga abrogata la circolare Critelli. Adan, fuggito da Kirkuk insieme ai suoi genitori e a tre fratellini di 6, 10 e 12 anni, era giunto nel capoluogo altoatesino l’1 ottobre per chiedere protezione. La famiglia veniva dalla Svezia, dove non avevano avuto asilo. Il ragazzino, disabile, era stato ricoverato il 6 ottobre in seguito a una caduta dalla sedia a rotelle, e le cause esatte della morte, avvenuta il giorno successivo, sono ancora in via di accertamento.Negli ultimi mesi, ricorda l’Unhcr, da più parti è stata segnalata l’illegittimità della cosiddetta circolare Critelli, emessa dalla Provincia di Bolzano sull’accoglienza temporanea di persone appartenenti a categorie vulnerabili e ancora formalmente in vigore, che limita il diritto all’accoglienza in particolare per le persone vulnerabili, in palese violazione della normativa sull’accoglienza delle persone portatrici di esigenze specifiche.
Un bambino deve essere considerato prima di tutto come un bambino, con bisogni specifici che necessitano di risposte adeguate e tempestive. È una questione morale, ancor prima che legale. Negare l’accoglienza a una famiglia con quattro figli minori di cui uno con disabilità è inaccettabile” ha detto Stephane Jaquemet, delegato dell’Unhcr per il Sud Europa.
L’Agenzia Onu chiede che vengano immediatamente adottate misure per garantire un’accoglienza tempestiva ed adeguata a fornire anche il necessario supporto psicologico alla famiglia e in particolare ai minori colpiti dal lutto. L’Unhcr fa appello alla Provincia di Bolzano e al Commissariato di Governo affinché vengano definitivamente chiarite le responsabilità nella gestione dell’accoglienza a livello locale
.”
Questo il comunicato della Agenzia Ansa giunto poco dopo che si era concluso in municipio a Bolzano il consueto incontro del Sindaco con la stampa nel corso del quale la tragedia del piccolo iracheno era stata ampiamente discussa. “Una tragedia che serve a riflettere sulla drammaticità della situazione delle persone fragili e disabili” – commenta Sandro Repetto, assessore alle Politiche Sociali. Facendo al contempo osservare che non è semplice per la città capoluogo rispondere alle innumerevoli e differenziate esigenze di quanti chiedono accoglienza.
Secondo la denuncia di Sos Bolzano e Antenne Migranti, il Servizio di integrazione sociale lunedì scorso 2 ottobre ha negato alla famiglia l’accoglienza. Di qui la famiglia è stata portata all’ospedale perché il tredicenne malato di sclerosi aveva problemi di respirazione. La famiglia ha trascorso la notte successiva all’ospedale in giacigli di fortuna. Martedì poi il padre e tre dei figli si sono recati in Questura per presentare le carte e chiedere la protezione internazionale. A metà settimana la risposta è stata il rifiuto della accoglienza “perché il caso – denunciano Sos Bolzano e Antenne Migranti – non rientrava in quelli ammessi dalla circolare Critelli”. Venerdì , mentre andava alla mensa Caritas, Adan è caduto dalla sedia a rotelle ed è stato ricoverato in rianimazione con due gambe fratturate. Sabato, dalla rianimazione è passato alla pediatria chirurgica. Si è poi scoperto che aveva una infezione in corso. Sabato Alan è stato trasferito in pediatria. Era semi incosciente, ingessato alle gambe dall’inguine alle caviglie. La situazione postoperatoria sembrava tranquilla, a alle 21 la temperatura è salita e alle 2 Adan è morto.
Questi i fatti nudi e crudi. Dopo la presa di posizione dell’Unhcr, difficile aggiungere altro. Forse solo l’osservazione che nel cattolicissimo Sudtirolo questa tragedia dovrebbe far pensare a quanta ipocrisa alberghi nel timore ribadito ai massimi vertici della politica provinciale che Bolzano deve praticare molta cautela nella pratica della accoglienza, onde non divenire territorio di richiamo per i profughi.

Foto, Martha Stocker, assessora provinciale alle Politiche sociali

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