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Alto Adige. Grandi musicisti al 43. Festival di Musica Contemporanea

23 Ottobre 2017

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Alto Adige. Grandi musicisti al 43. Festival di Musica Contemporanea

 

Nel 1486 Juliana Berners, priora del monastero di Sopwell, Gran Bretagna, scrisse un eccentrico trattato di caccia che si conclude con una gerarchia di falchi in cui ad ogni specie è associato un rango sociale, sulla base della diversa natura di questi rapaci: così il “girofalco” ha il titolo di Re, il falco pellegrino quello di Conte, lo smeriglio è la Dama, e così via.

A questa fantasiosa speculazione è ispirata la partitura del compositore trentino Carlo Galante che sarà eseguita in prima assoluta per il Festival di Musica Contemporanea mercoledì 25 ottobre a Museion, alle ore 20.00.  Il libro dei falchi è una serie di 8 miniature per violoncello solo, dove gli otto falchi “araldici” diventano altrettanti brani interpretati dalla voce aspra e melanconica del violoncello. A connettere gli otto episodi è la ripetizione e variazione di una figura musicale a spirale che evoca il volo, e all’interno di questo tessuto connettivo ogni miniatura cerca di descrivere il carattere psicologico associato al falco e al suo titolo.

Il libro dei falchi è solo una delle quattro opere per violoncello solo commissionate a compositori della nostra regione grazie al sostegno del Südtiroler Künstlerbund, che saranno eseguite in questo secondo appuntamento del Festival di Musica Contemporanea da Alejandro Biancotti, prima parte dell’Orchestra Haydn di Trento e Bolzano.

Il secondo brano porta invece il titolo Pensieri Prigionieri, ed è stato scritto dal sudtirolese Mathias Johannes Schmiedhammer, un brano che condensa la sua poetica in una certa difficoltà di sviluppo, dove i pensieri modulati dal violoncello restano prigionieri della rigidità del materiale sonoro. Domina un uso variegato delle pause, della ripetizione di singole figure e incisi, ed un senso di difficoltà che pone volutamente dei limiti all’ampia gamma di modulazioni del suono del violoncello.

Anche il terzo brano interpretato da Biancotti prende le mosse da uno spunto letterario. Drei Stücke für Cello del compositore altoatesino Hubert Stuppner denuncia nel sottotitolo la fonte dell’ispirazione: tre parafrasi sul tema di amore e morte del Cornet Christoph Rilke. L’opera si riferisce dunque ad una celebre lirica, o breve racconto, di Rainer Maria Rilke, ispirato alle vicissitudini del suo presunto antenato Christoph Rilke, morto in Turchia al servizio dell’esercito asburgico nella guerra contro i turchi. La partitura fa proprio il tema d’amore e morte che percorre il poema di Rilke, con tre movimenti: Marsch, Jodeln e Perpetuum Mobile.

A conclusione del recital solistico verrà eseguito un brano di Eduard Demetz, l’ultima composizione commissionata dal Künstlerbund: Creeper, un brano che fa ampio uso dell’elettronica. A partire dal concetto di pianta rampicante (dall’inglese creeper appunto), Demetz costruisce un brano in cui la registrazione dell’esecuzione preventivamente rielaborata elettronicamente viene trasmessa in contrappunto all’esecuzione live sotto forma di samples.  Ne risultano immagini sonore di rigogliose ramificazioni che si diramano da un unico suono di partenza.

Di origini argentine, Alejandro Biancotti è sicuramente una delle figure più interessanti del panorama locale. Si è formato tra Buenos Aires, Parigi e l’Italia con alcuni tra i più influenti violoncellisti del secolo scorso, tra cui Philippe Muller, Rocco Filippini e Antonio Janigro, e prima di essere scelto come capofila dell’orchestra Haydn ha collaborato con altre formazioni orchestrali come il Maggio Fiorentino, la Philarmonie Wien, i Solisti della Scala, l’Orchestra Sinfonica della RAI e molte altre.

A seguito del recital violoncellistico si esibirà a Museion anche l’Ensemble Windkraft, in formazione di quintetto con Roberto Gander, Paolo Pellegrini, Sophie Gamper e Annelies Gschliesser, eseguendo il brano Enlightment – una divisione del tempo, di Eduard Demetz.

Il 26 ottobre il festival si sposterà poi all’UFO di Brunico, con Helga Plankensteiner e la sua Südtiroler Jugend Bigband, una formazione giovanile nata nel 2013 su iniziativa della Plankensteiner e di Michael Lösch, e sostenuta recentemente da uno speciale contributo della SIAE.  Questo progetto si avvale di una stretta collaborazione con le scuole di musica ed è supportato dalle associazioni Sweet Alps e Muspilli. In programma alcuni arrangiamenti di successi del passato ma anche nuovi brani scritti da rinomati musicisti jazz dello spazio dell’Euregio come Stefano Colpi,  Norbert Dalsass, Michael Lösch e Martin Ohrwalder.

25.10.2017

MUSEION, Bolzano – ore 20.00

ALEJANDRO BIANCOTTI – violoncello

WINDKRAFT

26.10.2017

UFO, Brunico – ore 20.00

SÜDTIROLER JUGEND BIGBAND

HELGA PLANKENSTEINER – direzione

In foto: Helga Plankensteiner

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