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Liste d’attesa sanità. Ebner: “Fermare fuga nel privato”

4 Settembre 2017

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Liste d’attesa sanità. Ebner: “Fermare fuga nel privato”

“Sono sempre di più gli altoatesini che pagano di tasca propria i servizi sanitari che il pubblico ha difficoltà a garantire”: così il segretario della Cgil altoatesina, Alfred Ebner, commentando il comunicato del Centro tutela consumatori e utenti che denuncia liste d’attesa sempre più lunghe, in particolare a Bolzano.
Secondo Ebner, a farne le spese sono i pazienti “che si vedono costretti a ripiegare su sistemi di assistenza sanitaria privata o su visite intramoenia”. Per la Cgil, l’abbattimento dei tempi delle liste d’attesa è una “priorità assoluta, per il superamento di una criticità simbolo per il cittadino”.
Secondo il sindacato occorre correre ai ripari senza ulteriori indugi: “Ora più che mai – così Ebner – è necessario procedere a nuove assunzioni, non solo nei reparti di pronto intervento e primo soccorso, ma anche in altre realtà più direttamente impegnate come nella diagnostica. Stessa cosa serve alla medicina di base, che ha un ruolo fondamentale nella soluzione del problema. Per contrastare l’emergenza sarebbe sicuramente utile allargare l’orario d’attività dei servizi ambulatoriali e radiologici, facendo eventualmente ricorso anche al sistema delle prestazioni aggiuntive in particolari specialità”.
Tra gli interventi proposte dal sindacato, inoltre, anche l’elaborazione, con la concertazione delle parti sociali e con il coinvolgimento del personale sanitario, di un piano di intervento con l’obiettivo di migliorare, in maniera omogenea in tutto il territorio provinciale, il grado di offerta dei servizi. Questo, secondo Ebner, non può prescindere da un sistema di prenotazione integrato e informatizzato per offrire ai pazienti, visto le attuali differenze dei tempi d’attese nelle singole Asl, la possibilità di potersi scegliere la struttura più confacente.
“Serve inoltre– conclude il segretario – una ridefinizione della funzione di filtro del medico di base. Particolare attenzione va infatti rivolto all’appropriatezza della prestazione e all’attribuzione della classe di priorità, anche attraverso una maggiore sinergia tra il medico di base e lo specialista. In quest’ottica, vanno individuati, su indicazione dello specialista, percorsi per affidare ai medici di base la cura di determinate malattie croniche. Noi come sindacato proseguiremo con il nostro impegno per una reale ed effettiva presa in carico del paziente nel suo percorso di salute da parte delle strutture pubbliche”.

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