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L’immagine della XXVIII edizione della Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico, organizzata dalla Fondazione Museo Civico di Rovereto, “racconta” il patrimonio archeologico

19 Settembre 2017

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L’immagine della XXVIII edizione della Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico, organizzata dalla Fondazione Museo Civico di Rovereto, “racconta” il patrimonio archeologico

Il particolare scelto come simbolo dell’edizione 2017 dai curatori Dario di Blasi e Barbara Maurina, mostra un falco, raffigurante il dio Horus.

Si tratta di uno splendido dettaglio di una coppa (skyphos) in ossidiana con decorazione egittizzante in mostra al  Museo Archeologico Nazionale di Napoli, per gentile concessione di Paolo Giulierini, direttore del Mann.

Il vaso fa parte di un gruppo di preziosi reperti (due skyphoi molto simili con decorazione egittizzante, uno skyphos più piccolo con elementi vegetali e parte di una phiale, una coppa poco profonda utilizzata per le libagioni), rinvenuti nella Villa San Marco a Stabiae, attuale Castellamare di Stabia, nel 1954. Scrive Olga Elia sul Bollettino d’Arte nel 1957, “si rinvennero numerosissimi frammenti di ossidiana finemente lavorata e una notevole quantità di fili d’oro e minuscole tarsie di malachite, diaspro giallo, lapislazzulo, corallo bianco e rosa, alcune ancora inserite in tralicci di lamine d’oro, che costituivano una ricca decorazione ad intarsio con motivi egittizzanti”

I preziosi vasi, parte del ‘servizio’ stabiano rappresentano un unicum realizzato con ogni probabilità ad Alessandria d’Egitto tra la fine del I sec.a.C. e il I sec.d.C. da una bottega palaziale per una committenza di corte.

Ci fu un primo restauro nel 1956 e, altri due interventi nel 1964 e 1974, e un ulteriore restauro a cura di Luigia Melillo della soprintendenza speciale per i Beni archeologici di Napoli e Pompei nel 2011-2012, che ha permesso la riesposizione al pubblico delle coppe nel 2012.

Ciascun vaso risulta intagliato in un unico blocco di ossidiana, e perlomeno nella fase di rifinitura mostrano l’uso del tornio. Per gli intarsi è stata utilizzata una tecnica simile a quella del cloisonné, molta diffusa in Egitto, con figure ed elementi decorativi realizzati con minute tarsie di pietre dure incastonate entro tralicci d’oro, posti in alloggiamenti scavati nella superficie esterna delle coppe.

La Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico è organizzata dalla Fondazione Museo Civico di Rovereto con il sostegno del Comune di Rovereto e della Provincia autonoma di Trento, e avrà luogo a Rovereto dal 3 all’8 ottobre 2017, con un programma di 56 filmati e 6 conversazioni da 17 nazioni diverse.

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