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Dorfmann contro il prolungamento dei controlli alle frontiere interne

27 Settembre 2017

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Dorfmann contro il prolungamento dei controlli alle frontiere interne

La Commissione europea vuole aumentare la durata massima dei controlli alle frontiere nello spazio Schengen da due anni e mezzo a cinque. L’europarlamentare sudtirolese Herbert Dorfmann si oppone a questa proposta.

Su impulso di Germania, Francia e Austria, la Commissione europea ha presentato una proposta per allungare la durata massima dei controlli alle frontiere interne nello spazio Schengen. I controlli alle frontiere interne attuali scadono a metà novembre e, secondo le leggi esistenti, non possono essere rinnovati.

“Il prolungamento dei controlli alle frontiere interne è chiaramente una concessione politica ad alcuni Stati membri, primo tra tutti la Germania. Gli attuali controlli a Kufstein o Walserberg non sono però serviti a molto: hanno bloccato solo il traffico e non sono stati in grado di far fronte ai veri problemi. In tal senso, è più opportuno rafforzare il controllo comune delle frontiere esterne”, questa l’opinione dell’europarlamentare della SVP Herbert Dorfmann sulla recente iniziativa della Commissione, che ha avanzato anche nuove proposte per il controllo delle frontiere esterne, accolte in questo caso con favore dell’europarlamentare sudtirolese.

Secondo la proposta della Commissione, un ulteriore prolungamento dei controlli nello spazio Schengen può essere approvato solo quando sussiste una reale minaccia terroristica.

“La tragica esperienza degli ultimi anni è la prova che la minaccia posta dai terroristi islamici non può essere fronteggiata adeguatamente attraverso i controlli alle frontiere interne. È piuttosto molto più utile una maggiore collaborazione tra le forze di polizia europee e la creazione di una procura europea, alla quale stiamo lavorando in questo momento in Parlamento europeo – sostiene Dorfmann – Se ai confini interni, come al Brennero o a Kufstein, gli ufficiali di frontiera resteranno per cinque anni, rimarrà ben poco dell’idea originale di un’Europa all’interno della quale è possibile viaggiare liberamente. Così facendo si mette in discussione una delle più grandi conquiste dell’Unione”.

In foto: Herbert Dorfmann

 

 

 

 

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