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Bolzano. Caramaschi, “Il pericolo della democrazia è l’assuefazione ai crimini”

12 Settembre 2017

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Bolzano. Caramaschi, “Il pericolo della democrazia è l’assuefazione ai crimini”

Così ha detto il sindaco nel ricordare i 23 giovani uccisi dai nazisti a Oltrisarco il 12 settembre 1943. Erano militari di varie regioni italiane che, dopo l’8 settembre 1943, avevano deciso di combattere per il Regno del Sud e avevano preso parte ai movimenti di Resistenza. Vennero catturati fra il 1943 e il 1944 nell’Italia centrale e settentrionale dai militari nazisti e quindi trasferiti prima in carcere a Verona e poi nel Lager bolzanino di via Resia. Il 12 settembre 1944 furono giustiziati con colpi di pistola sparati alle spalle nella caserma Mignone e subito seppelliti in una fossa comune del cimitero di Oltrisarco. Solo nel 1945 i loro corpi furono riesumati e tumulati nel cimitero militare di San Giacomo. Stamane sotto una pioggia battente alla presenza del Sindaco di Bolzano Renzo Caramaschi, del Commissario del Governo Prefetto Vito Cusumano, di numerose autorità cittadine, civili e militari, dei rappresentanti dell’ANPIe delle associazioni combattentistiche e d’arma e di alcune classe di studenti delle scuole Egger Lienz e Fermi si è svolta a Oltrisarco la cerimonia di commemorazione dell’eccidio nazista di quel 12 settembre 1944 costato la vita ai giovani oppositori del nazifascismo. Durante la cerimonia sono state deposte corone sulle targhe commemorative collocate nella piazzetta dedicata alle giovani vittime
Ai 23 martiri della caserma Mignone è anche intitolata la piazzetta posta in fondo a via del Parco dove un tempo sorgeva la caserma. Nel suo intervento il Sindaco ha sottolineato come nelle ultime fasi della guerra nel ’45 ci siano stati dei drammatici colpi di coda.”Sono sempre i più pericolosi. Quando la violenza si ritira -ha detto Caramaschi-bisogna stare sempre molto attenti. C’è chi pensa sia opportuno rimuovere questi avvenimenti. Cosi non la pensa lo scrittore Martin Pollack, come ieri sera nel suo intervento pubblico, qui a Bolzano, ha spiegato molto bene presentando il suo libro sul “paesaggio martirizzato”. L’Europa è piena di fosse e di cadaveri non ancora scoperti. Molti vorrebbero tornare alla vita normale dimenticando quello che è stato. Il ricordo è invece fondamentale perché il pericolo della democrazia è l’assuefazione ai crimini. Non dimentichiamo ad esempio come dal ’45 quando è avvenuto anche questo eccidio a Bolzano, siamo arrivati alla guerra dei Balcani, ai drammi di Bosnia-Erzegovina nel ’95 dove ci sono state efferatezze pari, se non addirittura superiori a quelle vissute durante la seconda guerra mondiale. Mai rimuovere il ricordo del dramma della guerra che deve entrare nella coscienza ed evitare così che simili fatti possano ripetersi. Noi, con determinazione, ricordiamo tutti i morti della prima e della seconda guerra mondiale. In Europa nel secolo scorso le guerre hanno causato più di 100 milioni di vittime. Qui oggi ricordiamo il sacrificio di questi 23 giovani. La costruzione della democrazia è passata anche attraverso tale sacrificio. Per questo li ricordiamo e li ringraziamo anche se vorremmo-ha concluso il Sindaco- che la democrazia vivesse anche senza dover perdere la vita”.
Rivolgendosi agli studenti, il Sindaco Caramaschi ha detto che i giovani rappresentano il futuro e che ci deve essere una sorta di passaggio di consegne o di staffetta tra le diverse generazioni soprattutto per quanto riguarda i capisaldi del vivere comune.”La democrazia deve entrare nei cuori di tutti. E’ faticoso confrontarsi, ognuno ha le proprie idee, ma non bisogna mai ricorrere alla violenza. Questo è l’unico percorso di crescita civile che possiamo lasciare come testimonianza ai nostri giovani per il futuro“.
Nel corso della cerimonia è intervenuto anche l’Assessore comunale Luis Walcher che ha sottolineato quanto sia importante ricordare questi tragici episodi del passato per poterli mettere in relazione con i conflitti (anche quelli attuali) che ogni giorno mietono vittime in tutto il mondo.
La Cerimonia in ricordo delle 23 vittime della Mignone si è conclusa con una lettura estratta dallo spettacolo “Platino” a cura della cooperativa teatrale Prometeo e con un momento di riflessione davanti al muro che a Oltrisarco ricorda ciò che lì avvenne il 12 settembre del 1944.

Foto, Cerimonia di commemorazione dell’eccidio nazista del 12 settembre 1943 a Bolzano

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