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Bolzano. Sanità, liste d’attesa, Cgil chiede fatti, non polemiche

31 Agosto 2017

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Bolzano. Sanità, liste d’attesa, Cgil chiede fatti, non polemiche

Restrizioni dei servizi pubblici, o fuga nel privato, questi i rischi, secondo la Cgil altoatesina se non si trovano altre soluzioni.
“I cittadini dell’Alto Adige hanno bisogno di risposte e non di discussioni mediatiche sulle diatribe interne alla sanità pubblica locale”: così il segretario della Cgil, Alfred Ebner, sulle recenti dichiarazioni del direttore dell’Asl, Thomas Schael, che, “declinando sue responsabilità dirette in merito alle liste d’attesa, – afferma Ebner – rimanda invece a mancate decisioni del passato. Secondo il segretario della Cgil, la soluzione di inasprire i ticket non risolverà di certo la situazione, anzi . Il cittadino in difficoltà economiche rinuncerà alla prestazione oppure ricorrerà alla assistenza privata. Alle persone che hanno bisogno di una visita specialistica – così Ebner – importa poco se ci siano stati ritardi presunti e colpe del passato. Purtroppo dopo anni di discussioni su questo tema, che sicuramente non è risolvibile con interventi singoli ed estemporanei, la situazione sembra più complessa che mai. Senza interventi rapidi, il rischio è che il cittadino fugga verso il privato, con tutte le conseguenze che ne potranno derivare”.
Esiste sicuramente il fenomeno delle visite prenotate e non utilizzate  – ammette Ebner –  che forse è anche legato ai lunghi periodi d’attesa. Qualche sms automatico per ricordare la prenotazione qualche giorno prima del termine fissato sarebbe forse la soluzione più efficace”, sostiene il segretario. Conclude poi la nota della Cgil altoatesina auspicando “aggiustamenti di tipo strutturale, a partire dal ruolo dei medici di base e l’assunzione di nuovi medici, annunciata in questi giorni”.

In foto, Segretario Cgil Alfred Ebner

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