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Bolzano. Lavanderia ospedali, Masera (Fp/Cgil): “Condizioni di lavoro inaccettabili”

8 Agosto 2017

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Bolzano. Lavanderia ospedali, Masera (Fp/Cgil): “Condizioni di lavoro inaccettabili”

“Le condizioni lavorative all’interno della Wabes, società che gestisce la lavanderia per l’Azienda sanitaria altoatesina, sono inaccettabili”. Lo afferma la segretaria generale della Funzione Pubblica Cgil-Agb, Cristina Masera.

Il sindacato valuta positivamente l’assunzione di 8 dipendenti, ma auspica che diventino a tempo indeterminato. Masera precisa inoltre che non si tratta di dipendenti aggiuntivi, ma di assunzioni, tramite un’agenzia interinale e con contratto privato, in sostituzione dei dipendenti pubblici rientrati nel Comprensorio di Bolzano. Come spiega Masera, entro l’autunno tutti i lavoratori di Wabes diverranno dipendenti privati senza obbligo di bilinguismo, probabilmente con uno stipendio, a parità di ore, inferiore al precedente.

“Tutti i dipendenti pubblici che stanno lavorando per Wabes – così la segretaria – già da mesi hanno fatto domanda di trasferimento per rientrare nel Comprensorio. A mio avviso si tratta di un chiaro segnale, quello della totale incapacità gestionale del sistema. In questi mesi la categoria della Funzione Pubblica è dovuta intervenire più volte per tutelare la dignità dei dipendenti, evidenziando le incomprensione comunicative e organizzativi che erano all’ordine del giorno”. Wabes è una società mista: per il 51% pubblica e per il 49% della ditta Haas di Ora. “La parte pubblica – continua Masera – ha messo a disposizione la forza lavoro, poi però ha dato procura alla parte privata di agire in proprio nome, pagandola per questo. In altre parole ha dato la gestione del personale alla ditta Haas, senza che i sindacati e gli stessi lavoratori interessati lo sapessero. La parte privata ha messo a disposizione i macchinari”.
Per la segretaria, si tratta di una “situazione di estremo disagio lavorativo, sia sul piano delle relazioni, che su quello della gestione del personale, sollevata dalla categoria in più occasioni e in tutte le sedi competenti fino all’assessorato alla sanità, senza ottenere i risultati sperati. “I dipendenti – afferma la sindacalista – non solo non sono stati ascoltati quando avrebbero potuto mettere a disposizione il loro know how, ma sono venute meno le basilari conoscenza di come instaurare relazioni sul posto di lavoro e, in più occasioni, è stata lesa la dignità lavorativa dei dipendenti”.

“Non mi è chiaro come Wabes gestirà la parte pubblica di patrimonio societario e se diventerà monetario, non vorrei che il 51% pubblico sia una definizione solo sulla carta”, conclude in una nota la segretaria.

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