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Cosa sarebbe l’Alto Adige senza il turismo?

7 Luglio 2017

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Cosa sarebbe l’Alto Adige senza il turismo?

Nel comunicato dell’Astat di ieri, 6 luglio 2017, intitolato “Turismo e ambiente”, viene analizzato l’impatto del turismo sull’ambiente in Alto Adige. Maggiore il numero di turisti, maggiore l’impatto, minore il numero, minore l’inquinamento, questa è la conclusione. Resta però una domanda: cosa sarebbe l’Alto Adige senza il turismo?

Siamo abituati ai dati positivi sul turismo altoatesino: oltre 10.000 esercizi alberghieri, 220.000 posti letto, sette milioni di arrivi e 31 milioni di pernottamenti all’anno. Ma non è sempre stato così. Dopo i primi passi alla fine del diciannovesimo secolo e nel periodo tra le due guerre mondiali, alla fine della seconda guerra mondiale il turismo altoatesino era ai minimi. Ciò significava povertà ed emigrazione, soprattutto per le zone rurali. La crescita del turismo è ripresa negli anni settanta e con essa è cresciuto anche il benessere della popolazione altoatesina.
Un turismo sano genera valore aggiunto, aumenta i redditi, assicura posti di lavoro e porta benessere, soprattutto nelle zone rurali. Il turismo locale è composto quasi esclusivamente da imprese famigliari e solo da alcune grandi strutture. Questo promuove la formazione di capitale decentrato e il rafforzamento delle aree rurali.
Un’altra caratteristica è la collaborazione tra turismo e agricoltura. Attraverso iniziative come l’Agriturismo in Alto Adige molte imprese agricole hanno un’attività secondaria e possono conservare i loro masi. Anche oggi vengono previste misure legate al turismo per contrastare la migrazione dalle aree periferiche, come ad esempio attraverso l’associazione Piattaforma per il rurale.
“È sensato puntare sulla qualità e non sulla massa per il settore turistico. Rappresentare questo settore come solo fattore di inquinamento, senza il quale staremmo meglio, è un atteggiamento miope ed è una mancanza di rispetto nei confronti di tutte le persone che lavorano in questo settore e vivono di e per il turismo”, chiarisce il Presidente della Camera di commercio di Bolzano, Michl Ebner.
Non bisogna dimenticare che dobbiamo ringraziare in prima linea anche il turismo se abbiamo superato l’ultima crisi economica in maniera relativamente buona. Nelle province vicine la situazione è diversa. Grazie alla diversificazione e allo stretto legame tra i vari settori l’economia altoatesina è solida. Il turismo è molto collegato con il settore alimentare e del gusto locale, il commercio al dettaglio e all’ingrosso, l’artigianato e l’agricoltura. Il 14 percento dei lavoratori, pari a 36.400 occupati (equivalenti a tempo pieno) e l’undici percento del valore aggiunto di due miliardi di euro l’anno sono da ricondurre al turismo.

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