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Bolzano. Una piscina senza bulli, presentata oggi la campagna di sensibilizzazione

22 Luglio 2017

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Bolzano. Una piscina senza bulli, presentata oggi la campagna di sensibilizzazione

Progetto di contrasto del bullismo dell’Amministrazione cittadina con Il Germoglio.  

Parte dal Lido di Bolzano la campagna antibullismo voluta dall’assessorato ai Giovani, Sport e alla Partecipazione del Comune di Bolzano e organizzata insieme al servizio Il Germoglio. Questa mattina è stata presentata in una conferenza stampa, alla presenza dell’assessore Angelo Gennaccaro, del vicedirettore dell’Associazione la Strada – der Weg Dario Volani,del prof. Giuseppe Moiolo de Il Germoglio, e del direttore dell’Ufficio Famiglia, Donna e Gioventù Stefano Santoro.

 “In primis l’Amministrazione ha voluto dare una risposta forte e immediata per contrastare il fenomeno che si era manifestato con qualche episodio all’inizio dell’apertura stagionale. Abbiamo usato le maniere forti, con l’espulsione dal Lido per l’intera stagione di 7-8 elementi che creavano maggiori problemi, attivando controlli mirati da parte della Polizia Municipale e dei Carabinieri di quartiere,coinvolgendo l’intervento di streetworker, e in generale facendo rispettare rigidamente il regolamento comunale attraverso il personale preposto alla sicurezza” ha dichiarato l’assessore Gennaccaro ricordando come, inoltre, tutta l’area del Lido, internamente ed esternamente, sia controllata attraverso un sistema di telecamere. Pugno duro che ha dato già i suoi frutti, visto che la situazione si è decisamente calmata e non sono stati più registrati episodi rilevanti. Nel contempo però l’Amministrazione, attraverso l’Ufficio Famiglia, Donna e Gioventù, ha voluto indagare la piaga del bullismo ed ha con oggi dato il via ad un percorso di sensibilizzazione con il servizio Il Germoglio (Associazione La Strada -der Weg) per educare le persone, giovani e adulti, a contrastare insieme un fenomeno sociale che affonda le sue radici nel disagio, nella povertà delle relazioni, nella mancanza di regole e di riferimenti di chi è autore di atti di bullismo, ma che si alimenta dell’indifferenza generale e della scarsa presenza del mondo adulto che tali fenomeni dovrebbe contrastare e denunciare. “Se non c’è lo spettatore, il bullismo non va in scena” ha spiegato il prof. Moiolo, sottolineando il pericolo di derubricare questi odiosi atti di prevaricazione come “bravate, mentre si tratta di atti di violenza”. “Noi adulti dobbiamo esserci, indignarci, reagire. Chi non lo fa, è collusivo” ha esortato Volani, ribadendo la responsabilità di chi assiste senza reagire”.

La campagna di sensibilizzazione sul fenomeno del bullismo parte dal Lido, come luogo amato e frequentato da tanti bolzanini di ogni età, ma si dirama in tutta la città, soprattutto attraverso i luoghi di aggregazione dei giovani. Prevede la distribuzione d’informazioni, di un decalogo antibullismo, con consigli sia per minori sia per adulti, l’istituzione di un numero verde gestito da Il Germoglio cui rivolgersi per informazioni o richieste di aiuto, l’ 800 832842, e si avvale dell’opera costante di dieci streetworker di tre associazioni (Forum, Volontarius e La Strada) che già lavorano sul territorio per intercettare il disagio giovanile. Perché anche il bullo va seguito ed aiutato, in quanto la sua aggressività e i suoi comportamenti violenti molto spesso derivano da un disagio profondo, dall’essere immerso in un contesto familiare e sociale molto difficile, se non violento.

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