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UniTrento – Il drone spaventapasseri vola in Virginia

2 Giugno 2017

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UniTrento – Il drone spaventapasseri vola in Virginia

Il progetto rappresenterà l’Ateneo nella competizione studentesca al Virginia Tech in agosto

Saranno sei studenti e studentesse di Economia e Informatica a rappresentare l’Università di Trento nella sfida studentesca del Virginia Tech KnowledgeWorks ad agosto negli Stati Uniti. La competizione finale nel Demo-day si è tenuta l’altro ieri al Dipartimento di Economia e Management. In 140 hanno partecipato con 21 progetti al termine dei tre mesi di laboratorio, promosso da UniTrento in collaborazione con HIT. Obiettivo: prepararsi al mondo del lavoro e sviluppare doti imprenditoriali
Il progetto di uno spaventapasseri tecnologico ideato dal gruppo “FLYING scarecrow” si è aggiudicato la possibilità di rappresentare l’Università di Trento nella competizione globale di innovazione studentesca al Virginia Tech KnowledgeWorks (http://www.vtkwglobal.com/2017/challenge) che si terrà ad agosto negli Stati Uniti. La cerimonia di proclamazione del progetto vincitore si è tenuta ieri al termine di un pomeriggio dedicato alla presentazione delle 21 idee imprenditoriali che hanno partecipato al laboratorio interdisciplinare “Start-Up Lab” promosso dall’Università di Trento in collaborazione con HIT. Per tre mesi in 140 tra studenti e studentesse di lauree triennali e magistrali, dottorandi/e e post-doc hanno lavorato alla stesura del proprio progetto di impresa sviluppando metodo, creatività e spirito di innovazione. Tutte doti indispensabili, al termine degli studi universitari, per l’ingresso nel mondo del lavoro.
Ad aggiudicarsi il primo premio sono stati Sofia Chimirri, Marco Zugliani, Andrea Ferlini e Giorgio Bertagnolli (del Dipartimento di Ingegneria e Scienza dell’Informazione), Egle Andreina Rochira e Nicoletta Morra (del Dipartimento di Economia e Management) con il progetto di un sistema innovativo per la protezione delle colture dall’attacco degli uccelli. Il sistema è basato su droni di nuova concezione, completamente autonomi e più economici delle soluzioni esistenti in commercio. La prossima sfida è conquistare ora un posto di rilievo in Virginia, nella vetrina dell’imprenditorialità studentesca, come hanno fatto negli anni precedenti alcuni altri team dell’Università di Trento, che si sono aggiudicati il primo premio di 25mila dollari nel 2014 e il “People’s Choice Price” di 5mila dollari nel 2013.
Al di là del premio finale, però, lo Start-Up Lab è stato per loro un’occasione di mettersi al lavoro per sviluppare idee proprie e per imparare un metodo utile per la propria carriera professionale dopo gli studi. Attività didattiche, incontri con i mentori e lavori di gruppo si sono svolti per tre mesi al Contamination Lab Trento (CLab Trento), lo spazio di apprendimento di UniTrento e gestito in partnership con HIT, che da poche settimane è ospitato all’interno degli spazi di Istituto Artigianelli, in piazza Fiera. CLab Trento nasce per favorire lo sviluppo di idee innovative e imprenditoriali di studenti e ricercatori di UniTrento, ma è aperto a tutte le “intelligenze” locali, e non solo, e si ispira ai principi della contaminazione come motore per sostenere la nascita e lo sviluppo di idee di business vincenti.
Allo Start-Up Lab in cinque edizioni hanno partecipato finora in 450. Start-Up lab è anche un modo per rafforzare la collaborazione con i partner territoriali: HIT in primo piano, che collabora con l’Ateneo anche nel CLab Trento per favorire lo sviluppo di idee innovative e imprenditoriali. Nel corso dei suoi primi cinque anni Start-Up Lab è stato anche selezionato come unità formativa sui temi di innovazione e imprenditorialità nei programmi education di EIT Digital: gli studenti di Master che frequentano il Business Development Lab e gli studenti di dottorato del corso di Business Model Development si mescolano assieme agli studenti di Start-Up Lab nella formazione dei team.
FLYING scarecrow: il progetto vincitore
Nella presentazione del progetto si legge: «Il drone è in grado di volare sopra i campi agricoli, spaventando gli uccelli, grazie a diffusori acustici in grado di riprodurre svariati suoni, tra cui versi di aquile, falchi ed altri rapaci. Insieme al drone, viene fornita una base station in grado di ricaricarlo senza la necessità di interventi da parte dell’uomo: una volta scarico il drone torna in modo automatico alla stazione di ricarica, atterrandovi combinando tecniche di triangolazione GPS, con rilevazioni visive, consentendogli quindi di essere estremamente preciso.
Una volta carico, il drone, è in grado di decollare nuovamente, in modo automatico. Il percorso seguito è casuale (percorso, suoni e timing delle missioni), perché così si evita che gli uccelli si abituino a esso. In caso di necessità, l’utente può prendere il controllo del drone in qualunque momento, grazie ad un controller apposito».
Foto/©Romano Magrone per UniTrento  
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