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“Una via che ci lascia intravedere frutti positivi, ma che allo stesso tempo è ancora ampiamente sconosciuta”

16 Giugno 2017

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“Una via che ci lascia intravedere frutti positivi, ma che allo stesso tempo è ancora ampiamente sconosciuta”

Giovedì 15 giugno presso il Centro Pastorale di Bolzano si sono riuniti i rappresentanti di 31 parrocchie, che in seguito agli ultimi avvicendamenti vivranno cambiamenti importanti. 25 di queste parrocchie, a partire dall’autunno, non avranno più un parroco. Nell’incontro con il direttore dell’Ufficio pastorale, Reinhard Demetz, hanno affrontato assieme le problematiche che ne derivano.
“Fino ad ora la conseguenza alla mancanza di sacerdoti si risolveva nell’assegnare più parrocchie ad un solo parroco. Il Sinodo diocesano ha deciso di applicare in modo esteso un modello che finora è stato applicato solo in casi eccezionali”, spiega Reinhard Demetz. Nelle parrocchie senza parroco saranno nominati laici o diaconi come responsabili parrocchiali con il compito di gestire le sfide nella parrocchia assieme ad un sacerdote. Queste persone – laici o diaconi, donne o uomini – saranno individuate dalle parrocchie stesse, ma incaricate direttamente dal Vescovo.
All’incontro di ieri c’erano anche rappresentanti di sei parrocchie che in autunno avranno ancora un parroco. “Poiché il parroco sarà incaricato nella pastorale anche in altre parrocchie, sarà necessario nominare dei responsabili per i vari settori di attività della parrocchia”, ha specificato Demetz. Durante l’incontro i rappresentanti delle parrocchie sono stati informati dei nuovi modelli di gestione parrocchiale e dei prossimi passi da compiere.
Waltraud Haller-Sailer, già responsabile parrocchiale in Valgiovo, ha riferito la sua esperienza. In Valgiovo già 15 anni fa furono introdotti i responsabili parrocchiali e all’oggi si può dire che l’esperienza è stata positiva.
Molti dei presenti hanno espresso grande preoccupazione. Una parrocchia senza parroco, soprattutto per i centri grandi, è una prospettiva completamente nuova. Ci si chiede se sarà possibile mantenere viva la vita parrocchiale a queste nuove condizioni. “Anche i tempi ristretti, rendono l’impresa difficile” ha detto Demetz.
Altri si sono detti ottimisti: il cambiamento è un’opportunità per portare nuova energia nella vita delle parrocchie. Il fatto di investire sulla corresponsabilità di molti è un segno di rinnovamento nella Chiesa. Reinhard Demetz ha sottolineato che serve il coraggio di intraprendere percorsi nuovi. “Siamo all’inizio di un nuovo cammino, che promette molti frutti positivi, ma che allo stesso tempo è ancora ampiamente sconosciuto”.

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