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Trento. Approvato il progetto di restauro della Torre di piazza

29 Giugno 2017

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Trento. Approvato il progetto di restauro della Torre di piazza

L’obiettivo non è solo di ripristinare il funzionamento degli orologi e il suono della campana, ma anche di riaprire la Torre civica al pubblico.  

La Giunta comunale di Trento ha approvato il progetto esecutivo di restauro della Torre civica  dopo il grave incendio che il 4 agosto di due anni fa ha completamente distrutto le strutture in legno tra l’ottavo e l’undicesimo livello, facendo crollare l’incastellatura campanaria che sosteneva la “Renga”.

Il progetto prevede la realizzazione di una nuova scala in acciaio, che partendo dall’ottavo livello e passando attraverso gli assi dei quadranti e le travi che si sono conservate, consenta di raggiungere agevolmente e in totale sicurezza la cella campanaria, dove al centro verrà collocata la “nuova campana della Renga”.

Oltre a ristabilire i collegamenti con la parte sommitale della torre, la nuova scala è stata concepita per creare un punto panoramico da cui sia possibile avere una visuale a 360 gradi della città di Trento, superando la barriera costituita dagli scuroni in legno, che limitano notevolmente la visuale su piazza Duomo.

Sono inoltre previsti dal punto di vista strutturale degli interventi di adeguamento statico e sismico:

  • riparazione dei setti murari attraverso la ricostituzione della continuità delle strutture in muratura, realizzata con parziali ricostruzioni a scuci-cuci di mattoni pieni e con iniezioni di materiale legante a base di calci deionizzate e resine acriliche; si provvederà inoltre alla realizzazione di perforazioni armate di ricucitura e di miglioramento della resistenza a taglio dell’elemento strutturale;
  • intervento di miglioramento del comportamento globale della struttura, con la posa (o sostituzione) di tiranti ed incatenamenti interni posizionati a livello degli impalcati collegati alle murature con perni e capochiavi interni ed esterni; i tiranti saranno in profilati metallici a L o a piastra, a seconda delle condizioni locali;
  • miglioramento e/o reintegrazione dei giunti della struttura muraria con malta, previo rimozione del materiale degradato con salvaguardia delle tracce stratigrafiche presenti sul paramento.

Per quanto riguarda l’impianto elettrico si procederà a partire dal quinto livello con la posa in opera del nuovo quadro elettrico, il rifacimento delle linee montanti, il ripristino e ricollegamento di quella parte di impianto non danneggiato dal fuoco, la fornitura e posa in per di un nuovo sistema di illuminazione e di un sistema di rivelazione incendi.

L’impianto d’illuminazione sarà realizzato mediante lampade a led posizionate all’interno della struttura del ballatoio al decimo livello; queste lampade illumineranno con luce radente le pareti interne della torre, e per luminanza (riflessione) stessa delle pareti, si illuminerà la parte interna della torre, in particolar modo le scale.

Sul bordo del ballatoio, ma rivolte verso l’alto,  in un apposito alloggiamento si posizioneranno lampade delle stesso tipo ma con led Rgb, in grado di variare la colorazione a programma. Queste lampade andranno ad evidenziare i finestroni.

Per il sistema di rivelazione incendi, poiché i problemi legati alle correnti d’aria, determinano l’inefficacia di sistemi tradizionali, si prevede di installare un sistema del tipo ad aspirazione, sostanzialmente costituito da una centralina con pompa di aspirazione dell’aria, da un analizzatore dell’aria stessa in grado di rivelare la presenza di fumo e da un sistema di tubazioni per la raccolta e l’analisi dell’aria.
L’importo dei lavori, che dovrebbero iniziare a fine 2017 e durare un anno, è pari a 273mila euro.
II precedente intervento di restauro della Torre Civica risale al 2011.

Domato l’incendio del 2015, i vigili del fuoco di Trento hanno proceduto alla messa in sicurezza e alla bonifica dell’edificio, rimuovendo le macerie presenti all’interno, che sono state raccolte in un container e depositate presso il magazzino comunale. Il contenuto del container è stato successivamente cernito e le parti metalliche recuperate.

Nell’autunno del 2015 sono stati eseguiti gli interventi più urgenti di messa in sicurezza e una prima pulitura degli interni.

La prima fase ha riguardato la cantierizzazione, l’allestimento dei ponteggi, la rimozione della muratura per l’apertura del foro al quinto livello e la rimozione del materiale di crollo e del residuo, provocato dall’incendio.

La seconda fase ha previsto l’allestimento di ponteggio interno con tubi e giunti, che ha consentito di effettuare una prima ricognizione dei prospetti in paramento lapideo ed intonaco.

Il forte calore che si è sviluppato all’interno della torre ha provocato il distacco di porzioni di intonaco e danneggiato la muratura in pietrame, che in alcuni punti è “esplosa” per la dilatazione termica.

I tiranti e le cerchiature metalliche, inserite al livello dei solai per migliorare il comportamento sismico dell’edificio, hanno subito una deformazioni permanenti.

Fortunatamente al momento dell’incendio la campana piccola detta “della rason” (1499) non si trovava sulla torre, in quanto ricoverata dal 12 marzo 2014 presso il deposito della Soprintendenza in vista del suo restauro a cura del laboratorio dell’Ufficio Beni storico artistici della Provincia autonoma di Trento.

Il cedimento dell’incastellatura campanaria ha fatto precipitare invece la “Renga” dal X al VIII livello, dove è stata recuperata dai vigili del fuoco e calata dalla torre per essere ricoverata presso il magazzino comunale di via Maccani a Trento. A causa delle altissime temperature la lega metallica ha subito delle modificazioni morfologiche e deformazioni tali da compromettere irreparabilmente il recupero funzionale della campana.
Per questo motivo, anche riparando le lesioni, la campana risulterebbe probabilmente muta, o comunque molto meno sonora con un ammanco notevole di secondi di vibrazione, poiché la lega con molto meno stagno risulta significativamente più “morbida”.

Riparare la campana dunque non porterebbe al “restauro” nel senso letterale del termine dato che alcune condizioni con l’incendio sono cambiate in modo permanente (vibrazione e tonalità della campana) e non è possibile porvi rimedio.

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