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Roma. Renzi si confida con Berlusconi, l’unico alleato che non lo ha lasciato

9 Giugno 2017

Roma. Renzi si confida con Berlusconi, l’unico alleato che non lo ha lasciato

La scorciatoia coltivata dal segretario PD è quella di un decreto-legge. Ma il Colle prende tempo.

Giornata difficile ieri per Matteo Renzi. A Silvio Berlusconi che gli chiede per telefono – apprendiamo dal quotidiano La Stampa- le vere ragioni del naufragio alla Camera della legge elettorale, Renzi spiega che molti dei suoi  erano contrari alla legge, da Matteo Orfini, Ettore Rosato, Lorenzo Guerini. Renzi, tuttavia, non abbandona l’idea del voto anticipato “con tutti i mezzi possibili”, nonostante il leader di Forza Italia gli consigli cautela.

La suggestione di Renzi sarebbe oggi quella di fare la legge elettorale con decreto-legge. Ma a questa scorciatoia pare assolutamente non disponibile Mattarella. Anzitutto perché la decretazione è ammessa solo su aspetti tecnici marginalissimi, non per uniformare un intero sistema di voto. Inoltre mancherebbero le ragioni di necessità e urgenza richieste dalla Costituzione. Secondo i giuristi del Colle, un decreto sarebbe ammissibile solo come ultima spiaggia, alla scadenza naturale della legislatura, quando ogni diversa strada fosse davvero preclusa. Oggi invece ci sarebbe ancora la possibilità di scrivere, se non proprio una legge, perlomeno una leggina che metta in sicurezza il sistema e risparmi all’Italia lo spettacolo di una classe politica incapace di garantire perfino questo minima base.

Per votare il 24 settembre, come ambirebbe Renzi, le Camere andrebbero sciolte non prima di metà luglio. Dunque un altro mese di tempo in teoria ci sarebbe. Ecco spiegato come mai, nonostante gli «strappi» del segretario Pd, il Quirinale rimanga alla finestra e attenda di vedere che cosa accadrà martedì, in Commissione Affari costituzionali alla Camera. Dove i “pontieri” sono al lavoro per smussare i punti di contrasto e arrotondare gli spigoli. Si parla di abbassare le soglie dal 5 al 4 per cento, in modo da rabbonire i centristi di Alfano. O di lanciare un’estrema offerta ai Cinquestelle, con il voto disgiunto che a loro piace tanto. Particolarmente attivi i berlusconiani, con il capogruppo Brunetta che già lavora a una nuova bozza sulla lunghezza d’onda del Colle.

Foto, Matteo Renzi, segretario Pd

Giornalista pubblicista, scrittore.
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