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Roma. Ius soli tra urla e strepiti e bagarre al Senato

15 Giugno 2017

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Roma. Ius soli tra urla e strepiti e bagarre al Senato

Nella confusione innescata da Lega Nord la ministra Fedeli si fa male a un braccio

 L’approdo al Senato del ddl sullo Ius soli è stato accolto da urla fuori e dentro Palazzo Madama. Non appena il Senato ha dato il via libera all’esame, nell’emiciclo è iniziata la protesta della Lega Nord. Prima le grida, tra cui un ‘vaffa’ partito dal senatore del Carroccio Sergio Volpi in direzione della presidenza – costatogli qualche minuto di espulsione dall’Aula – poi un gruppo di senatori leghisti irrompono esibendo cartelli: “Stop all’invasione”, “Prima gli italiani”, “No Ius soli”.

Infine con il capogruppo del Carroccio Marco Centinaio arrivato ad aggrapparsi ai banchi del governo. Durante la confusione anche la ministra Valeria Fedeli, seduta ai banchi del governo, si è fatta male ad un braccio cadendo su una ringhiera, tanto che è dovuta ricorrere alle cure dell’infermeria. Secondo alcuni esponenti Dem presenti nell’emiciclo, era ai banchi del governo quando i senatori della Lega sono arrivati di corsa “con i cartelloni e l’hanno spinta contro lo stesso tavolo e le sedie”. Secondo quanto si apprende le sarebbero stati messi di cerotti e le sarebbero stati somministrati degli antidolorifici. La ministra è stata raggiunta al telefono dall’ex premier Matteo Renzi e su Twitter scrive: “Sto bene, grazie a tutte e a tutti. Non saranno i tentativi di sopraffazione a fermare una battaglia di civiltà come lo Ius soli.

Lo ius soli “temperato” per la concessione della cittadinanza ai figli degli immigrati è contenuto in una proposta di legge approvata alla Camera nel lontano ottobre 2015. La proposta è poi rimasta congelata a lungo fino a essere recentemente calendarizzata in Aula al Senato dove approda senza mandato al relatore, date le migliaia di emendamenti presentati dalle opposizioni in Commissione. Il Carroccio ha scatenato stamane il putiferio e Roberto Maroni , governatore della Lombardia, ha già annunciato che la Regione Lombardia farà ricorso davanti alla Corte Costituzionale «se e quando verrà approvata la legge sullo ius soli».

Attualmente, la cittadinanza italiana si acquista ‘iure sanguinis’ cioé per diritto di sangue per i nati nel nostro Paese da almeno un genitore italiano. In base al testo approvato, invece, potranno richiedere la cittadinanza italiana i minori nati in Italia, figli di genitori stranieri. Sarà però necessario che almeno uno dei due genitori sia in possesso di permesso di soggiorno Ue di lungo periodo. La richiesta dovrà essere presentata dai genitori con un’espressa dichiarazione di volontà. L’altra possibilità introdotta è quella per i ragazzi che arrivano in Italia entro i 12 anni e risultino residenti al compimento dei 18 : in questo caso bisognerà aver frequentato regolarmente per almeno cinque anni nel territorio nazionale uno o più cicli di istruzione. Se si tratta del ciclo di istruzione primaria bisognerà anche averlo concluso positivamente.

Foto, Senato, aula

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