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Bolzano, Profughi, ex Alpi svuota, ex Alimarket alleggerisce

25 Giugno 2017

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Bolzano, Profughi, ex Alpi svuota, ex Alimarket alleggerisce

19 persone a giorni si trasferiranno a Laives, altre seguiranno a Lana, Silandro e Bressaanone.

L’ex hotel Alpi in via Alto Adige a Bolzano la settimana prossima chiuderà dopo il trasferimento di 19 persone che andranno a Laives, mentre le altre saranno ospitate altrove. I centri di Lana, Silandro e Bressanone a giorni saranno pronti per accogliere le persone previste dal piano provinciale, assicura Luca Critelli, direttore della ripartizione politiche sociali della Provincia.

Degli 800 migranti che attualmente trovano ospitalità nelle strutture bolzanine, sono 300 quelli sistemati nel magazzino ex Alimarket di via Gobetti. In realtà la capienza dell’ex Aliarket potrebbe ospitare 400 persone, ma il problema non risiede nello spazio fisico, le difficoltà sono di natura gestionale. Si pensi ad una situazione sociale quale è quella che viene a crearsi nella struttura di via Gobeltti, dove si trovano ammassati in grandi cameroni uomini provenienti dalla più svariate regioni extraeuropee, con lingue diverse, tradizioni e culture che nulla hanno in comune tra loro. In una zona della città, la zona industriale, che non offre interessi particolare, dove la monotonia può diventare oltremodo pesante. A ciò si aggiunga l’assenza di lavoro per queste persone, quindi l’impaccio di far passare interminabili giornate per 16 lunghi mesi, il periodo di tempo che intercorre dalla presentazione della domanda di asilo a quando arriva la risposta dalla commissione competente di Verona.

Consapevole della problematica è il sindaco di Laives, dove è stata adattata la palazzina che si trova in zona industriale di fronte alla Röchling. “La mia principale preoccupazione – spiega il sindaco di Laives Christian Bianchi – è garantire la sicurezza e favorire l’integrazione, cercando di occupare il tempo di queste persone.” Per evitare complicazioni sociali come a Bolzano, dove la situazione non è facile da gestire, “abbiamo contattato associazioni e imprenditori locali per vedere di trovare qualche occupazione a queste persone.

Foto, Christian Bianchi, sindaco di Laives

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