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Bolzano. Il riconoscimento delle radici cristiane va inserito nel preambolo del documento finale della “Convenzione dei 33”

8 Giugno 2017

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Bolzano. Il riconoscimento delle radici cristiane va inserito nel preambolo del documento finale della “Convenzione dei 33”

Pubblichiamo integralmente la dichiarazione del Vescovo della Diocesi di Bolzano-Bressanone e del suo Vicario generale.

Siano riconosciute le radici cristiane  

Lo Statuto di Autonomia dell’Alto Adige deve essere rielaborato e a tal proposito la Convenzione sull’autonomia sta attualmente raccogliendo delle proposte. A fine giugno la “Convenzione dei 33” produrrà il documento finale e lo trasmetterà al Consiglio Provinciale per un’ulteriore elaborazione. Una controversa discussione si è accesa in questi giorni sull’opportunità di fare riferimento, nel preambolo di questo documento, ai valori cristiani. Chiediamo con urgenza ai membri della “Convenzione dei 33” di inserire nel documento il riferimento ai valori cristiani. Questo non è importante solo per il fatto che la fede cristiana ha segnato profondamente – e continua a farlo – la storia, la cultura e l’identità della nostra terra. Con questo riferimento, infatti, si sottolinea anche l’importanza della religione per la convivenza pacifica delle persone. Una società che riduce la dimensione religiosa esclusivamente alla dimensione privata è inevitabilmente una società senza Dio e quindi una società i cui valori e principi non hanno più alcun fondamento unificante e vincolante, perdendo così la loro universalità. In questa nostra terra, la gente ha bisogno anche in futuro di principi che non siano solo il risultato di un consenso o di un voto e che possono essere modificati in qualsiasi momento. Il riconoscimento delle radici cristiane della nostra terra è il riconoscimento di valori, dei quali Dio stesso è garante e che per questo sono valori duraturi. Il citare le radici cristiane nel preambolo del documento non è da intendersi come un’affermazione contro il diritto alla libertà di religione, contro lo Stato moderno e pluralistico, contro quanti professano religioni diverse o contro quelle persone che si dichiarano atee. Si tratta piuttosto di un riconoscimento dei valori biblici fondamentali, quali l’amore, la libertà, la dignità umana, la tolleranza, la solidarietà e la giustizia, valori senza i quali nessuna società democratica può vivere. E proprio la democrazia vive di valori, che essa non può fondare o mantenere esclusivamente con le proprie forze e i propri strumenti. L’inviolabile dignità di ogni essere umano non può, ad esempio, divenire oggetto di una votazione democratica. Per queste ragioni il riconoscimento delle radici cristiane va inserito nel preambolo del documento finale della “Convenzione dei 33”.

Ivo Muser, Vescovo                                 Eugen Runggaldier, Vicario generale

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