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Alto Adige. Sanità locale e servizi di cura. Ebner: “La precarietà va limitata alle emergenze vere”

7 Giugno 2017

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Alto Adige. Sanità locale e servizi di cura. Ebner: “La precarietà va limitata alle emergenze vere”

“La Cgil-Agb considera prioritario intervenire sulla precarietà e sulla garanzia dei servizi essenziali per i cittadini”: così il segretario generale Alfred Ebner sull’applicazione più flessibile del bilinguismo e della proporzionale nella sanità locale e nei servizi di cura a Bolzano.

“Il rispetto delle regole, soprattutto la conoscenza delle lingue nei servizi pubblici, – continua il segretario in una nota – nella nostra terra è da salvaguardare, ma non deve mettere in crisi un’altra priorità: la fruibilità dei servizi. Sia nella sanità pubblica, che nei servizi alla persona a Bolzano, invece di affrontare il problema alla radice, si è cercato di risolvere la situazione procedendo con strumenti occupazionali di emergenza, come le precettazioni. Così è stata creata precarietà tra i dipendenti, senza peraltro garantire il rispetto delle regole autonomistiche”.

La Cgil altoatesina condivide l’intenzione del Comune di Bolzano di allentare, in accordo con la Provincia autonoma, alcune rigidità allo scopo di garantire la continuità dei servizi senza gli affanni del passato, nonché di fare rientrare nella normalità i dipendenti. “La precarietà in servizi delicati – precisa Ebner – come quelli relativi alla salute e alla cura, che necessitano di continuità e di una forte motivazione di chi vi opera, va però limitata a situazioni di emergenza vera, cosa difficile da dimostrare se invece perdura da anni. Noi abbiamo sempre sostenuto contratti a termine, di durata abbastanza lunga da permettere di mettersi in regola con le norme autonomistiche e quindi di poter partecipare ai concorsi per la stabilizzazione del rapporto di lavoro”.

Per il segretario della Cgil altoatesina, lavorare su questo terreno non garantirebbe soltanto in modo migliore i diritti dei cittadini, ma sarebbe un incentivo per tanti dipendenti ad impegnarsi nell’apprendimento delle lingue locali, cosa difficile se non esiste una prospettiva di lavoro fisso. “Finora la politica su questo terreno aveva sempre opposto ostacoli insormontabili, ignorando i rischi che ne potevano derivare, anche di fronte alla carenza strutturale di candidati in possesso dei requisiti necessari. La maggiore flessibilità, fino a quando perdurano le condizioni attuali, è anche un segnale di apertura verso le esigenze dei cittadini e un atto di rispetto per i dipendenti, che nonostante le difficoltà e le poche prospettive di stabilizzazione hanno svolto il loro prezioso lavoro con dedizione e impegno”, conclude Ebner.

In foto: Alfred Ebner    

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