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Merano. Leonard Kollmann – fisioterapista per vocazione

12 Maggio 2017

Merano. Leonard Kollmann – fisioterapista per vocazione

Leonard Kollmann è un giovane fisioterapista di Merano. Dopo il conseguimento della laurea in fisioterapia presso la Scuola Superiore Provinciale di Sanità Claudiana di Bolzano e un breve periodo di lavoro presso uno studio fisioterapico della città del Passirio, Kollmann decide di mettersi in proprio. Dal giugno dello scorso anno gestisce uno studio fisioterapico in centro a Merano, in via Cassa di Risparmio 11. Inoltre studia presso l’European Institute for Osteopathic Medicine di Padova per apprendere a pieno la filosofia, la scienza e l’arte dell’osteopatia.

In un’intervista rilasciata a Claudio Calabrese, il dott. Kollmann rivela alcuni interessanti segreti riguardanti l’affascinante mondo della fisioterapia e dell’osteopatia.

Dott. Kollmann, per un inesperto non è semplice distinguere tra la fisioterapia e l’osteopatia. Quali sono le differenze essenziali?

In sostanza la fisioterapia è una branca della medicina che si occupa della prevenzione, della cura e della riabilitazione dei pazienti affetti da patologie o disfunzioni congenite o acquisite in ambito muscoloscheletrico, neurologico e viscerale tramite vari interventi terapeutici, come la terapia fisica, la terapia manuale/manipolativa, la massoterapia, quella posturale, e tante altre. Quando si parla di osteopatia, la questione è più complessa. Sembrerà scontato, ma non lo è! Anche l’osteopata si concentra su campi simili a quelli trattati dal fisioterapista, ma l’approccio verso il paziente cambia in modo fondamentale. Il pensiero fisioterapico tende a vedere il terapista come portatore della cura al paziente. L’osteopatia mira invece a ristabilire l’equilibrio dell´unità tra corpo, mente e spirito, stimolandone l’autoguarigione – ciò significa che è il corpo del paziente che si cura da solo – l’osteopata è solamente colui che riattiva le forze proprie del paziente.

Semplificando molto, si potrebbe dire che il fisioterapista agisce attivamente con interventi curativi sul corpo umana senza la pretesa di voler stimolare le forze proprie del paziente, mentre l’osteopata invece mira a ristabilire l’equilibrio dell’unità tra corpo, mente e spirito, stimolandone l’autoguarigione.

Potrebbe descrivere il fenomeno con degli esempi concreti?

Ciò che ora affermo circa l’osteopatia è tratto sia dagli scritti di Thomas Myers e Luigi Stecco, nonché da quanto appreso nelle relative sedi di formazione.

Ci sarebbe molto da dire, comunque vorrei sottolineare che la fascia del corpo umano è un tessuto connettivo a vari strati di profondità che avvolge tutto il corpo. Questi strati profondi avvolgono gli organi come una sorta di pellicola, fissandoli similmente a delle corde alla loro posizione nel corpo, mentre gli strati più superficiali circondano i vari muscoli, sincronizzandone i movimenti. Bisogna immaginarselo come il rapporto tra il direttore d´orchestra e i suoi musicisti. Se non ci fosse questo processo, tutti inizierebbero a suonare per i fatti loro e non si realizzerebbe mai un suono armonico. Così è per i muscoli, senza la fascia, ogni qualvolta volessimo eseguire un movimento, i muscoli si contrarrebbero in modo incontrollato – cosa che renderebbe impossibile eseguire un movimento pulito e coordinato.

Se ho ben capito, l’osteopata deve avere una visione degli insiemi molto accurata?

Certamente! Voglio essere ancora più chiaro. Ci provo con un esempio. La vescica è ancorata attraverso degli ispessimenti fasciali (chiamati legamenti pubo-vescicali) al pube – per questa ragione i problemi di vescica – possono causare delle pubalgie. Allo stesso tempo la fascia che ricopre gli adduttori, si ancora in parte al pube – e se essa è contratta, potrebbe provocare la pubalgia.

Tale fenomeno spiega come la fascia profonda che fissa la vescica al pube – è allo stesso tempo connessa alla fascia degli adduttori, essendo la fascia una cosa sola in tutto il corpo. In sintesi bisogna tener presente che qualsiasi cambiamento della fascia in una parte del corpo potrebbe produrre restrizioni in aree più lontane rispetto alla stessa.

Come potremmo immaginarci questo concetto di fascia in modo pratico?

Si immagini un soggetto con addosso una maglia estremamente aderente. Qualora dovesse tirare la manica al suo orlo distale, avrà necessariamente anche uno stiramento a livello del colletto. 

Comunque mi sembra che oggi molti fisioterapisti si avvicino sempre più al mondo dell’osteopatia, o sbaglio?

Certamente, nelle grandi metropoli assolutamente sì. In piccole realtà di provincia certe professioni non sono ancora note, certuni sono anche diffidenti nei confronti del fisioterapista. In ogni modo i tempi stanno cambiando. L’importante è la curiosità e la voglia di approfondire.

Lei perché ha deciso di intraprendere questa professione?

Fin dalla mia infanzia sono stato a contatto con il mondo del benessere e della fisioterapia. Mia madre è fisioterapista, mio padre massaggiatore professionale e mia sorella è osteopata. Ho imparato molto presto a riflettere sulle peculiarità del corpo umano. Un mondo pieno di segreti.

Un’ultima domanda dottore. Secondo Lei la società dovrebbe essere maggiormente informata circa la presenza di fisioterapisti e osteopati?

Secondo me sarebbe bene che le persone siano informate sulle effettive attività di queste figure professionali, poiché non solo si potrebbero risolvere svariati problemi di salute, ma soprattutto operare in termini di prevenzione.

http://www.physiokollmann.com/

  

Foto/c-Daniel Eggert     

Giornalista pubblicista, scrittore.
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