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Lega, primarie, “Se non raggiungo l’80% faccio un passo indietro”, parola di Matteo Salvini

9 Maggio 2017

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Lega, primarie, “Se non raggiungo l’80% faccio un passo indietro”, parola di Matteo Salvini

Gianni Fava il suo sfidante interno, sostenuto da Maroni e Bossi.

Se non raggiungo l’80% torno a essere un semplice militante come ho fatto per 30 anni. La mia sfida è per l’egemonia nel campo del centrodestra. Se qualcuno ha nostalgia di una Lega al 3% in ginocchio da Berlusconi, si cerchi un altro segretario.” Parola di Matteo Salvini, che ieri – 8 maggio – ha parlato al consiglio federale della Lega dopo la sconfitta della sua alleata Marine Le Pen in Francia.

Nelle stesse ore, domenica 7 maggio, era arrivata la conferma che il suo sfidante interno Gianni Fava, mantovano, assessore lombardo all’Agricoltura, aveva superato le 1000 firme tra gli iscritti necessarie per correre alle primarie de 14 maggio. Prende la palla al balzo Fava: “Sono riuscito a fare un’impresa con 1055 firme, grazie ad altrettanti coraggiosi che si sono presi questo rischio», sorride Fava. «Le strutture del partito sui territori hanno lavorato per il segretario uscente e ci hanno reso la vita difficile. Ma ce l’abbiamo fatta». Nel dettaglio, Salvini ha raccolto 6925 firme, Fava 1055 di cui 735 in Lombardia.Da oggi ha dichiarato Fava – dobbiamo fare tesoro dell’esperienza francese: con i radicalismi magari riempi le piazze, ma poi perdi le elezioni. Alle primarie ci sarà l’occasione di tornare a parlare di Nord e di indipendenza, e questo farà bene alla Lega, perché consentirà a tanti militanti di restare nel partito”.

A sostegno di Fava nelle settimane scorse si è schierato il fondatore Umberto Bossi. E anche il governatore Roberto Maroni negli ultimi giorni su Facebook ha postato il suo vecchio slogan “Prima il Nord”, e la notizia della candidatura di Fava. Commentando poi : “Le primarie saranno una grande operazione di democrazia che fa onore a Salvini che le ha volute. E’ molto interessante perché si confrontano due visioni che sono quelle della Lega, ma con accenti piuttosto diversi».

Maroni, almeno per ora, non si schiera ufficialmente. E tra i principali sostenitori dello sfidante ci sono diversi dirigenti che facevano parte della correntemaroniana: dal deputato romagnolo Gianluca Pini al consigliere regionale dell’Emilia Fabio Rainieri e al trentino Maurizio Fugatti.

Ora la parola passa agli iscritti il 14 maggio. “Sono orgoglioso –ha detto Salvini – di aver guidato questo movimento negli ultimi tre anni, di averlo portato dal 3 al 13 %. Domenica mi auguro grande partecipazione alle primarie. Ogni militante potrà scegliere se riconfermarmi alla segreteria oppure no, ricordandosi chiaramente che l’avversario della Lega non è dentro ma è fuori.”

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